Musica&ribellione :THE CLASH tra ritmo multietnico e internazionalismo
Il blog SIEMPREREVOLUCION pubblica 12 capitoli del testo :
Musica&ribellione “Da WOODY GUTHRIE a THE GANG” scritto da Maurizio Cerboneschi (Sandino)tra fine ’90 e inizio ’93.
Si tratta di un viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop... e dintorni, troveremo alcuni artisti che sono stati a fianco di coloro che per generazioni hanno lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.

capitolo 6
"CLASH” una delle più incendiarie Punk-bands della storia del rock, dopo gli esordi al “Punk rock festival” parteciparono all’”Anarcky tour” come gruppo spalla dei “Sex Pistols”. “ancora semplici poco elaborati, ma già compatti e decisi nel suono e nelle idee, grazie soprattutto alla “scuola” del manager il”Duro” Bernie Rhodes, cui molto deve la loro consapevolezza politica”(1)
Si dichiararono subito di sinistra, ma certa stampa (compresa quella italiana) li considerò esponenti del “National front” (partito neonazista inglese). La cosa fu comunque presto sconfessata, dal momento che erano attivi nelle convention “rock against racism” e fin dall’inizio si dimostrarono a fianco della popolazione nera.
I Clash tenevano il palco in maniera stravagante, provocatoria (un giorno indossavano magliette con su scritto “Red Brigade” un ‘altro “RAF” e ancora…….) cantavano songs di strada che aggregavano e coinvolgevano il pubblico.
Il veloce scioglimento dei Sex Pistols , che davano fastidio al perbenismo inglese, ( alla Camera dei Comuni alcuni deputati dopo aver ascoltato il brano “God save the Queen” ne chiesero lo scioglimento) Il brano “Dio salvi la regina” in pratica diceva: “Dio salvi la regina/un regime fascista ha fatto di te un’idiota/una potenziale bomba atomica/Dio salvi la regina/ lei non è un essere umano/ non c’è futuro/ nel sogno d’inghilterra”), lasciò i Clash prosecutori del “movimento” punk, anche se una schiera di bands erano in arrivo. Il loro sound in netta antitesi con il passato dei “Dinosauri del rock” (né Elvis, Beatles o Rolling Stones,….così “The Clash” chiudono il brano “1977”), si intrecciò con il reggae dei rasta giamaicani, con i quali condividevano affinità e pensiero politico.
L’emarginazione giovanile, le minoranze etniche, i disperati dei contenitori metropolitani di qualsiasi colore, sesso, etc,…. Si riconobbero nei loro testi e nell’energia positiva che trasmettevano in esibizioni live “sono concerti grezzi e rabbiosi,espressioni istintive e incontaminate dall’urgenza di reagire. I brani molti dei quali assurti ben presto al rango di inni generazionali, denunciano l’esasperazione dei giovani stanchi di essere pedine, che-pur non sapendo come costruire- non hanno remore a tentare di distruggere il marcio che li circonda e li opprime. Senza avere a fuoco il bersaglio certo e senza i piedi ben saldi sul terreno, ma la forza di chi crede di essere nel giusto (2).
All’inizio del 1977, Strummer e gli altri raggiunsero un accordo con la Major discografica CBS records, dopo la firma del contratto, Marc Perry, cantante degli “Alternative TV”, ideatore della fanzine “Shiffing glue”, Bibbia della subcultura emergente dichiarò terminata la punk-revolution.
Alla maniera e in linea con il pensiero situazionista, i “Clash” useranno (per un periodo limitato) i canali dell’ufficialità per raggiungere un pubblico più vasto, con una conseguente maggior divulgazione del messaggio. Il primo 45 giri uscito il 18 marzo 1977 “White riot/1977” fu la risposta al “Purista”Marc Perry, il disco è “Un delirio di suono arrabbiato velocissimo,esplosivo, che ricorda gli scontri durante il tradizionale carnevale londinese dei giamaicani a Notting Hill Gates, l’anno precedente (agosto 1976), in quella occasione, fatto realmente eclatante per lo strisciante razzismo inglese, i giovanissimi bianchi tanto cari al giovanilismo come “settori sociali emarginati” fiancheggiano i rasta contro l’eccessivo zelo dei bobbie di sua Maestà
Uno di questi disordini razziali non insoliti in Inghilterra, che risuonano però in mezzo mondo e che servono, almeno in quel caso a tirare l’opinione pubblica dentro il problema delle minoranze di colore (3)
La song “White riot” (rivolta bianca):
rivolta bianca, voglio una rivolta bianca,
una rivolta davvero mia.
Il nero ha un sacco di problemi
Ma non ci pensa due volte a tirare un mattone
I bianchi vanno a scuola
Dove ti insegnano a diventare stupido
E tutti quanti fanno
Solo quello che gli viene detto di fare
E nessuno vuole andare in prigione
Rivolta bianca
Tutto il potere è nelle mani
Di gente ricca abbastanza per comperarlo
Mentre noi passeggiamo per la strada
Troppo rammolliti anche solo per provarci
E tutti quanti fanno
Solo quello che gli viene detto di fare
E nessuno vuole andare in prigione
Stai perdendo il controllo o stai prendendo ordini?
Ti stai ritirando o stai avanzando?
Rivolta bianca….
Sempre nel ’77 uscì l’album capolavoro “The Clash”, il settimanale inglese “Sounds” lo proclamò il miglior disco della storia del rock, paragonando il binomio Strummer-Jones a Jagger-Richards, o Lennon-Mc Carthney, il disco ha due parti contraddistinte, una aggressiva e impulsiva, un manifesto ideale per il cuore punk, l’altra con sintomi di riflessione e maturazione, prospettiva futura di evoluzione del cervello punk.
Mentre la storia dei desperados metropolitani andava avanti, le successive uscite viniliche mettevano in risalto un gruppo più adulto, ancora audace nei proclami di rivolta contro il regime “democratico” inglese e più in generale di odio per l’intera macchina capitalistica. La presa di coscienza dei problemi i sociali e della realtà internazionalista, portò i “Clash” ad essere solidali con in movimenti di liberazione dei popoli oppressi, come con il Nicaragua , Sudafrica, o Palestina, ,…. Insomma con tutte le lotte di liberazione dei paesi del Terzo mondo.
Nel dicembre del ’79, dopo l’entrata sul mercato del 33 doppio “London calling”, i più oltranzisti lanciarono fulmini su Strummer e C…., accusandoli di essersi venduti al business, ma dovettero ricredersi quando si accorsero che il disco costava metà prezzo e i contenuti erano inalterati, “i Clash sono diventati adulti, il suono cresce, le radici sono ritrovate. I testi riproducono a più riprese i pericoli di una guerra, la solitudine e la disperazione che conducono alla droga, il mito americano da dissacrare”(4 )
Stupendo il brano “Spanish Bombs”, dove c’è un incitamento alla ribellione attraverso il ricordo della guerra civile di Spagna del 1936. Quella Spagna che in Catalogna e Andalusia conobbe la breve stagione dell’anarchia: l’autogestione della vita quotidiana. Le grandi potenze occidentali insieme ai dittatori nazifascisti Franco, Hitler e Mussolini, impedirono l’affermazione dell’utopia concreta in Spagna; un ruolo importante fù giocato anche dal Partito Comunista italiano, e dall’Unione Sovietica di Stalin che non sostennero la difesa di quell’utopia.

Nel 1980 i “Clash” fecero uscire il quarto album (Triplo) “SANDINISTA”; ancora una volta i discografici furono costretti ad accettare il metà prezzo imposto da Strummer-Jones, si trattava di una dedica ai guerriglieri sandinisti, usciti da poco vittoriosi nella rivoluzione contro il sanguinario dittatore Somoza, in pratica stavano mettendo in atto il pensiero del “CHE Guevara”: “ogni volta che un paese si stacca dall’albero imperialista, non si tratta soltanto di una battaglia parziale vinta con il nemico principale, ma anche di un contributo al suo indebolimento reale e di un passo avanti verso la vittoria finale in questa lotta mortale non esistono frontiere. Non possiamo restare indifferenti di fronte ciò che accade nel resto del mondo, poiché ogni vittoria di un paese sull’imperialismo è una vittoria di noi…….(5)
L’album “Sandinista” con copertina tipicamente rossa e nera come i colori della bandiera del Fronte Sandinista di liberazione nazionale (FSLN) è un inno internazionalista al trionfo di una rivoluzione diversa, per la prima volta una miscela, un ibrido ribelle tra marxismo e il vangelo dei cristiani di base (Teologia della liberazione), va a governare un paese come il Nicaragua che , di colpo esce dall’anonimato e come Cuba diventa una speranza di cambiamento per tutte le popolazioni oppresse dell’America latina e allo stesso tempo diventa il terrore degli imperi profani e “spirituali”, consapevoli che il Vangelo è un pericolo mortale per la religione e per ogni potere in quanto li contesta alla radice. Il “giovane” Sandinismo propone un modello di società basato sull’uguaglianza, l’antitesi delle barbarie del modello Statunitense che esalta, il denaro, il potere,… l’antitesi del modello di chiesa alienante che il vaticano vuole imporre.
Nel “Nuovo Nicaragua” , ministeri fondamentali vengono affidati a figure clericali : padre Miguel D’Escoto (esteri), Padre Ernesto Cardenal (Cultura), Padre Fernando Cardenal (giovani, alfabetizzazione).
Sulla rivoluzione Ernesto Cardenal (gesuita) dice :”..Per noi la rivoluzione è amore, quando parliamo di amore ci riferiamo ad amore per il prossimo, alla preoccupazione per l’alimentazione adeguata di tutti, al miglioramento delle abitazioni di tutta la popolazione,…che ci sia il servizio medico per tutti, svaghi, cura degli anziani e bambini,…poi prosegue; “non sono arrivato al marxismo attraverso la lettura di Marx ma attraverso la lettura del Vangelo, il Vangelo di Gesù Cristo ha fatto di me un marxista; lo dico ed è la verità. Sono un Marxista che crede in Dio. (6)
Dichiarazioni come quella del Ministro Ernesto Cardenal ( sospeso a divinis dall'ignobile cardinal Ratzinger ) scuotono il mostro yankee, si proprio quello che aggredisce e semina morte nel mondo, non a caso con l’arrivo del Presidente “Cow Boy” Ronald Reagan gli Stati Uniti finanziano e si impegnano in una lunga guerra di bassa intensità per soffocare quella rivoluzione “troppo pericolosa”, lo stesso Vaticano con Papa Woityla in prima linea si mette in marcia per screditare e annullare la teologia della liberazione che sta prendendo forza in tutta l’America latina, si avvalora sempre di più il detto :“non c’è Papa per i poveri”
L’Album “Sandinista” non fu certo esente da critiche, lo accusavano di rasentare sfacciatamente la disco music “a dispetto di tutto, “Sandinista” è e rimane un disco magnifico, denso di poesia immediata e appassionata, di ingenuità libertaria, di colorito rosso e vivace, ancora una volta segna la strada del futuro, guarda avanti, al desiderio di tenere i Kids (ma anche i meno giovani) uniti sotto una bandiera che è musica e perciò vita. E’ un treno che non si ferma, che sbuffa tra un “Rebel walz” e un “police on my back”(7).
In “Sandinista” i Clash usarono l’emergente “musica RAP” un fenomeno inusuale, d’avanguardia per una formazione bianca di quel periodo.
Il rap, sound di rottura, uscito alla fine dei ’70 dai ghetti neri del Bronx Newyorkese e dalla weast coast , per contrapporsi al dilagare della fatiscente “Disco music”, che, secondo Julie Burkell, è :
“un soul meccanico, asettico e idiota, l’oppio dei proletari,l’agente dell’ordine sociale)…. Il rap non è altro che una parte integrante della cultura afroispanica Hip-hop, che vive insieme ai graffiti, vari tipi di ballo,… ha analogie con la subcultura punk; impegno radicale, incitamento alla rivolta, era ed è un mezzo di coerente autorappresentazione degli strati sociali che respirano l’aria malsana della miseria, della marginalità e del crimine (gli Stati Uniti dello scudo spaziale, delle guerre stellari, conta 35 milioni di persone in povertà che vivono di espedienti).
La prima ondata rap, quella de “Grandmaster Flash”,”Dj Kool Herc”, DJ Africa Bambata”, Sugarhill Gang, “KurtisBlow”,…impressionò Strummer e Jones al punto di fargli rivoluzionare il linguaggio musicale, il rock ‘n’roll convenzionale finì per fare da cornice ad una miscela nera di Rap, funky, reggae,… e altre tendenze.
Nel 1981 i “Clash” confermarono le nuove linee con l’EP “Radio Clash” tutto basato sul rap e Black music miscelata (più tardi Mick Jones continuerà con successo su tale strada con il gruppo “Big audio dinamite”). Ricercavano continuamente l’inesplorato ma le successive, pur valide produzioni viniliche erano improntate al successo commerciale, come “Combat Rock” (due milioni di copie vendute).
Il pensiero e l’orrore di diventare i nuovi “Rolling Stones”, stava sconvolgendo Strummer e Jones, avvolti nel benessere, litigiosi, con atteggiamenti egocentrici e divistici, misero allo scoperto le rivalità latenti, divisi su tutto, per motivi legati alla presenza del loro manager “Bernie Rhodes” , Mick Jones se ne andò lo ritroveremo appunto nei “Big Audio Dinamite”, il batterista Topper Headon che a suo tempo aveva sostituito Tory Crimes, faceva forte abuso di droghe pesanti era stato cacciato dal gruppo (si dice che fosse entrato in urto anche per motivi politici) , Paul Simonon, rimase l’unico fedele a John Strummer e concluse l’epoca Clash con l’Album “Cut the crap” era il 1985 la formazione che aveva cercato di sovvertire l’Immaginario collettivo del suo tempo, si sciolse nella indifferenza.
Ancora una volta la nuova ondata si era infranta sulle scogliere del conformismo.

The Clash a pugno chiuso con Gary Foley,storico attivista aborigeno, evita di dire che è australiano
- 1) Vedi rivista “The Clash” ed, Fast product
- 2) Vedi:F. Guglielmi“rockerilla”maggio 1988 pag.8
- 3) Vedi : rivista “The Clash” ed Fast Product
- 4) Vedi :R. Casalini, P.Corticelli “500 album….” Mondatori 1989 pag. 126
-5) Vedi :“Che Guevara ,Hasta la victoria sempre” di J. Jacques Nattiez, Sansoni ed. 1971 pag. 96
-6)”Ministri di Dio ministri del popolo” Teofilo Cabestrero ed. cittadella 1983 pag. 28/50
-7)The Clash:” Fast Product non solo musica “pag. 36
Ringrazio i compagni che mi hanno permesso di poter scrivere queste righe attraverso contatti, interviste e chiaccherate varie sul tema :"Musica antagonista", : Marino e Sandro Severini (The Gang), Stefano Giaccone (Franti), Billy Bragg incontrato a Reggio Emilia '90, lo staff di” Arezzo wave” '91 '92 ,un grazie anche a Bunna Africa unite per la lunga chiaccherata in un podere di Montioni quando nel 1991 venne a fare il concerto gratis per il FMLN Salvador) e poi a Sergio Messina (Radio gladio), Luca "Zulu" e Marco" kaja"(99 posse), Fumo e Lele Prox (Lionhorse Posse ), Luca Morino Fabio Barovero (Mau Mau&Loschi Dezi), Nando Popu Sud Sound System, Fratelli di Soledad, Enrico Capuano che tra il '92 inizio '93 per ben tre volte venne a suonare gratis per i Lavoratori Piombinesi in Lotta a difesa del posto di lavoro e per Cuba.
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