MEDICI CUBANI :Radio 3Mondo risponde alla protesta inviata da Asicuba Umbria con una parziale rettifica
Alle critiche sulle brigate dei medici cubani rilasciate da radio 3Mondo della RAI il 15/04/2020, fece riscontro una lettera di protesta dell’associazione ASICUBA UMBRIA, dalla quale il 17/04/2020 come risposta ne è uscita una misera parziale rettifica. ( Impossibile far cambiare pensiero a fedeli ossequiosi ultra atlantisti *).

Una rettifica “Purtroppo “parziale” perché la stessa signora Lalovic -ben aiutata dalla giornalista Capuzzi all’uopo invitata- ha comunque tenuto il timone dritto sulla stessa meta: povera propaganda invece che informazione (per di più scopiazzando il peggio di un articolo di Liberation), cosicché quel minimo passaggio corretto alla fine è risultato confuso e sporcato dal resto
Così, dopo aver ammesso che i medici della Brigada Henry Reeve sono in Italia a titolo gratuito, è tornata sul presunto lato oscuro di un’operazione definita di “soft power”: migliaia di medici inviati nel mondo povero sono schiavi perché pagati poco, perché ignari della loro destinazione, perché un capodelegazione -come un nostrano “caporale”- ritira loro il passaporto, perché non possono aver contatti con la popolazione locale (questa è esilarante: il regime ha insegnato ai medici a visitare i pazienti senza aver contatti…), e alla fine disertano.
E qui di nuovo citata, come nella precedente edizione, la Yoani Sanchez, che, seppur quasi ovunque scomparsa, pare invece molto considerata a Radio3 Mondo, e con ostinazione, benché clamorosamente screditata dal suo patron che ne denunciò ormai anni fa l’interesse ai soldi più che a qualsivoglia “libertà”.
Quindi, visto che Cuba usa i medici perché all’estero facciano propaganda per la rivoluzione e visto che sono schiavi… Bolsonaro –preclaro difensore di diritti umani- al suo insediamento al potere li ha “rimpatriati” (sic!).
Ultima perla giornalistica: i medici rappresentano la più importante fonte di introiti per lo Stato, addirittura quantificata in 6 miliardi annui, ben al di sopra del turismo (dato fornito dal “si parla”…! dov’è la serietà dell’informazione?).
E comunque voglio rivelare alla signora Lalovic che a gran parte dell’umanità piace più chi esporta salute di chi esporta armi.
In conclusione, con amarezza devo rassegnarmi: in questa parte del mondo si è divenuti così cinici (e bari) da non riuscire più a concepire e riconoscere principi e valori. Umanità e solidarietà sono soft power, il guadagno, il profitto l’unica misura. Una civiltà decadente, moribonda. Ed è giusto così.
Anna Serena Bartolucci
Perugia, 17 aprile 2020
* Nota personale del blogger

Lettera di Protesta di ASICUBA UMBRIA vedi link
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