Il Pentagono studia opzioni d’intervento in Libia/ Rivelata ingerenza britannica in Libia
tervenire in Libia mentre i legislatori fanno pressione alla Casa Bianca, per obbligarla a indurire la sua posizione, ha rivelato il The New York Times.
Sia il capo del Pentagono, Robert Gates, come ufficiali di alto rango, hanno avvisato sulle conseguenze nel mondo arabo di una nuova invasione nordamericana, per la quale vari specialisti dibattono su altre strategie, sottolinea il quotidiano.
Tra le proposte c’è l’uso di un aereo, che volerebbe su acque internazionali, per bloccare le comunicazioni del governo libico con le sue truppe, ha segnalato un funzionario, che ha chiesto l’anonimato.
Il The New York Times ricorda che la USS Ponce e la USS Kearsarge, due navi anfibio, sono appostate vicino alla costa del paese arabo con le 26 Unità di Spedizione della Fanteria della Marina a bordo, pronte per entrare in combattimento.
La presenza delle due navi si può vedere come un esempio della “diplomazia del cannone ” e cerca d’incrementare la fiducia dei ribelli e al contrario diminuire l’appoggio delle forze leali al leader libico Muamar El-Gheddafi.
Un’altra tattica sarebbe somministrare armi e strumenti via aria ai ribelli, come ha sostenuto Stephen Hadley, consigliere della Sicurezza Nazionale dell’ex presidente George W. Bush.
Il Pentagono potrebbe utilizzare le sue forze speciali a piccola scala per aiutare i gruppi armati, come ha fatto in Afganistan, aggiunge il giornale.
Il presidente del Comitato delle Relazioni Estere del Senato, il democratico John Kerry, ha chiamato l’ufficio Ovale a ordinare una zona d’esclusione aerea in Libia.
Questa proposta è stata difesa dal leader del gruppo repubblicano nella Camera alta, Mitch McConnell, e il suo collega di partito ed ex candidato alla Casa Bianca, John McCain.
Il giornalista Robert Fisk afferma nel quotidiano britannico The Independent, che le autorità nordamericane hanno chiesto ai sauditi di fornire armi all’opposizione libica se il conflitto si estende.
(Traduzione Granma Int.)
Rivelata ingerenza britannica in Libia
Londra, 8 mar (Prensa Latina) Il primo ministro britannico, David Cameron, ha offerto appoggio agli oppositori ed ai gruppi insorti libici per abbattere il leader Muamar El Gheddafi. Questa rivelazione è diventata di dominio pubblico alla luce dopo che il diario inglese Daily Mirror ha informato su una lettera di Cameron nelle mani di un agente del MI6 (servizio segreto estero), catturato il passato sabato in suolo libico in una missione militare segreta ed effettivi delle forze speciali dello Stato europeo. Il capo del governo britannico voleva che il documento fosse consegnato ai gruppi oppositori libici, sottolinea la fonte.
Con questa posizione, Cameron pretende di seguire i passi della ex prima ministro Margaret Thatcher (1979-1990), che si divertiva a cominciare negoziazioni difficili con messaggi personali, assicura il Daily Mirror.
L'intenzione del governante diventa pubblica un giorno dopo che il ministro degli Affari Esteri britannico, William Hague, affermasse davanti alla Camera dei Comuni che il politico conservatore conosceva sulla missione segreta dei soldati delle truppe speciali ed agenti del MI6 in Libia. Il primo ministro stava al tanto dell'operazione, frustrata dopo che i membri della missione, sono stati catturati vicino al porto di Bengasi, ha affermato Hague.
Gli otto membri del gruppo che si addentrò in territorio libico con facciata diplomatica, erano in realtà sette ufficiali del servizio speciale aereo ed un agente segreto dell'intelligenza estera britannica, conferma da parte sua, il giornaliero The Guardian.
D’accordo con le notizie, gli uomini della missione trasportavano armi, mappe, esplosivi e passaporti falsi.
Per molti deputati del Parlamento, la missione è stata concepita male, poveramente progettata ed eseguita in forma vergognosa.
Ig/por
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