Musica&ribellione :L'anarco-comunismo dei “THE FUGS”.
“ fin dal primo istante I Fugs si dimostrarono teatranti, menestrelli, buffoni, musicisti sgangherati, libertari tremendamente dissacranti, erano gli anni delle lotte per I diritti civili, del Vietnam, della rivoluzione sessuale, della scoperta delle droghe, furono anni di contestazione e grandi cambiamenti e lo spettacolo dei Fugs (900 repliche al Players Theatre di New York) incideva sull’immaginario di una generazione di giovani americani”
Quando l'industria dello spettacolo intendeva farli diventare merce , loro capirono che era l'ora di chiudere bottega, decisi a non accettare compromessi, Kupfenberg, Sanders, Weaver e C. nel 1969 rientrarono nella oscurità, un atto coraggioso e tutto sommato inevitabile.
“Aprite tutte le porte!
Togliete anche le spranghe e i lucchetti”
A.Ginsberg

“THE FUGS” nacquero per gioco una sera del 1965 in un locale notturno di New York, tre poeti appartenenti al movimento underground stavano ballando sulle note di un gruppo di rock’n’roll, quando Ed Sanders, anarchico e direttore di riviste ciclostilate e Tuli Kupfenberg, redattore di “Birth” si chiesero se il rock’n’roll divertiva la gente, perchè non poteva essere usato anche come mezzo per inviare un messaggio diverso? Allen Ginsberg che era in loro compagnia, scartò subito il progetto (in seguito però scrisse brani e fece alcune rappresentazioni di strada con la band e Mike McClure), lasciò il posto a Ken Weaver, un’ex pilota texano cacciato dall’aviazione per possesso di erba, al quale si aggiunsero altri musicisti dilettanti, John Anderson, Winnny Leary, Ken Pline, Barbara Calabria,…dell’avventura furono anche Steve Weber e Peter Stamfel, protagonista anche negli “The Holy Modal Rounders” in cui militò Sam Shepard (1).
“ fin dal primo istante I Fugs si dimostrarono teatranti,menestrelli, buffoni, musicisti sgangherati, libertari tremendamente dissacranti, erano gli anni delle lotte per I diritti civili, del Vietnam, della rivoluzione sessuale, della scoperta delle droghe, furono anni di contestazione e grandi cambiamenti e lo spettacolo dei Fugs (900 repliche al Players Theatre di New York) incideva sull’immaginario di una generazione di giovani americani” (2).
L’improvvisazione creativa dei Fugs era dirompente, caricavano e spingevano i loro messaggi in una musica violentata, slabbrata, usata al contrario, con un unico slogan :
“tutti insieme e su per le carni dell’establishiement”
Considerati tra i massimi esponenti del dada rock “ I Fugs sono il primo esempio di gente che se ne frega; adopera la musica alla rovescia. Non per attirare, magnetizzando la povera e inerme mente di chi ascolta : ma per far scappare un pugno nello stomaco .Una violenza su per le carni. L’assoluta indifferenza, il compiacimento sadico, anzi , per lo spettatore colto da crisi isterica. Una fusione ibrida ma incredibilmente riuscita di teatro e musica : happening scoperchiato sino all’agonia. Siamo all’estremismo artistico; gli strumenti inciampano e balbettano, …..cori da infarto e voce provocante.
Qualcosa che ti sconvolge e ti butta a terra, rompe la tua falsità, seduto in poltrona pronto ad ascoltare vaselina : ti spoglia con finezza e furore ……. Cose mai viste o immaginate nei pianeti musicali d’Amerika: il pop come forza provocante del futuro partirà da qui. Figlio bastardo di questi ossessi senza cipria o giacconi di cuoio, parrucca o corazza mentale. Creature del demonio con la carabina infallibile di un’ironia strisciante. L’Amerika buia si lekka le ferite (3)
Più che un gruppo I Fugs furono una sorta di fratellanza, una intrusione di poesia beat nel rock’n’roll, intorno a Sanders e Kupferberger, Weaver e compagni ruotarono decine di altri personaggi (Allen Ginsberg, Gregory Corso, Bob Mason, Maretta Greer, Dan Koptch etc.), tutti in prima fila nelle marce pacifiste (compresa quella sul pentagono nell’ottobre 1967), contro l’intervento in Vietnam dell’America colonialista e bigotta I Fugs la infilzavano con brani così:
“Uccidi, uccidi, uccidi per la pace
Uccidi, uccidi, uccidi per la pace
Se non ti va come gli altri pensano
Se non ti vanno le loro usanze
Se non ti va come si comportano o camminano
Se tu non li vuoi uccidere tu, li ucciderà comunque il cinese,
ma tu non vorrai che l’America passi in secondo piano,
uccidi, uccidi che ti fa bene
proprio come ci si dovrebbe sentire sempre.
Così me l’ha spiegato il capitano”.
( “Kill for peace”, scritta da Tuli Kupferberger 1966, traduzione ripresa da “Freack n° 8 ottobre 1972 ) .
A distanza di tanti anni come per il Vietnam l’interventismo Usa è ancora tremendamente attuale. Vedi : Salvador, Nicaragua, Grenada, Iraq,…o Cuba che da trenta anni subisce un criminale embargo economico totale e una guerra di bassa intensità fatta di minacce, aggressioni continue sotto forma di attentati terroristici, infestazioni di virus contro persone agricoltura,....
Gli USA non si limitano ad attaccare chi cerca di alzare la testa, fanno prevenzione continuando a finanziare e mantenere il super controllo dei tanti i governi fantoccio dei paesi latino americani. E’ da sempre la stessa lurida storia, nessuno si può aspettare qualcosa di positivo da questo Moloch a stelle a strisce che fonda le sue basi nella mafia, nel mercato delle armi, nel narcotraffico, nel controllo delle materie prime da parte delle sue multinazionali, che nel mondo impongono diktat e guerre.
Lo Zio Sam non muta pelle, è sempre pronto a svolgere il suo ruolo di gendarme nell’istmo, nel il sud del mondo e non solo. Ad esempio dopo l’intervento dei marines nella minuscola isola di Grenada con l’assassinio premeditato del primo ministro socialista Maurice Bishop, arriva l'aggressione a Panama del dicembre 1989 “I giustizieri Yankee” dopo aver a lungo protetto e finanziato il dittatore Noriega, ex agente CIA, non possono accettare da lui come da altri alcun gesto di sfida che metta in discussione i privilegi di Washington nel cuore stesso del cortile di casa: il controllo del canale che attraversa l’istmo, le strategiche basi militari con il quartier generale del comando sud, ritenuto centro logistico e laboratorio della guerra di bassa intensità.
L’amministrazione Bush, attaccando militarmente Panama con il pretesto della guerra al narcotraffico (denominata “Giusta Causa”), vuol dimostrare la prosecuzione della vecchia dottrina Monroe e la continuità della politica decisionista Reaganiana e pensare che nella storia sul narcotraffico spicca chiaro il nome di Bush (è forse una guerra personale?).
“da kennedy (Cuba) a Jhonson,Nixon, (Vietnam) a Reagan (Grenada, Nicaragua, Libia, Libano) a Bush (Iraq, Panama,..) gran parte dei Presidenti americani, dopo la seconda guerra mondiale hanno “ agito nella convinzione che la cultura americana chiedesse loro di dimostrare al mondo di avere il bastone in mano” Carter che fece eccezione la pagò cara(4).
E’ la stessa filosofia di Thedore Roosevelt quando affermava : “ parlate dolcemente, ma con in mano un grosso bastone. Avrete successo”(5).
Nelle feroci aggressioni a Panama come Grenada… le truppe bombardarono a tappeto obbiettivi militari e civili senza nessuna distinzione (loro fanno sempre così), ci furono migliaia di morti nei quartieri popolari e migliaia di feriti e senza tetto (fonti attendibili latino americane parlano di 17.000 civili uccisi solo a Panama).
Per gli organi di dis/informazione italiani, in maggioranza ossequiosi ultra/atlantisti , le vittime innocenti di quelle bombe appartengono all’ordine naturale delle cose, sono situazioni normali e raramente meritano più di una macabra fotografia o di qualche articolo sul pittoricismo dell’orrore, I meticci, gli indios,.. nelle nostre “civili dimore”, sono considerati “esseri scarsamente umani”; Guccini direbbe “Omuncoli”; così come li definivano nel XVI secolo i negrieri, i preti, i conquistadores europei.
La forza dei Fugs, con chitarre, campanacci, maracas, stonature… e tanta benzedrina…..esplode nei primi tre dischi prodotti dall’etichetta ESP ( che di solito si occupava di jazz d’avanguardia), “The Fugs First” The Fugs” e “Virgin Fugs”, pur perdendo la vitalità corrosiva dei concerti dal vivo, erano una spina nel fianco del sistema USA, sistema che cercò di boicottarli, imbrigliando e boicottando la diffusione, cercando di non farli uscire dalla scena underground e dal circuito militante del moviment.
“le stazioni radio sommergono chi ascolta di Beatles, e di Monkees, di lattemiele e di amori sotto la pioggia: ma di Tuli e degli altri maledetti, nessuna traccia. I “Media” gettano via quegli alati scarabei che cercano di divorare il loro stesso corpo”(6).
Tuli, parlando dei suoi “Fugs” disse :
noi siamo probabilmente il complesso rock più politico degli USA. Io ero rivoluzionario già prima che nascessero i Fugs. Quello che facciamo attualmente è una specie di propaganda nel miglior senso della parola……. I nostri obbiettivi sono l’anarchia, il pacifismo, il comunismo, una società senza classi.(7).
I Fugs acquistarono sempre più fama e notorietà, fino ad entrare negli ’immensi corridoi della Warner Bros, per firmare un contratto (la ESP era stata risucchiata da un mare di debiti), contemporaneamente “LIFE” dedicava loro una copertina. Con la major delle Major “i guerriglieri strampalati” diventarono più professionali. Ma l’impostazione rimase la stessa, Accesi pacifisti continuarono con le loro sparate radicali, ad essere acerrimi nemici delle strutture mortificanti e restarono fedeli a propri principi umanitari.
Nel 1969, quando la scena musicale andava degenerando verso la mercificazione snaturando così la ribellione rock, quando i Fugs videro che lo spazio per le voci libere si ristringeva sempre di più capirono che era arrivata l’ora che ognuno riprendesse la propria strada.
“Spaventati dalla fama, timorosi dei condizionamenti della megadiscografia, decisi a non accettare compromessi, Kupfenberg, Sanders, Weaver e C. nel 1969 rientrarono nella oscurità, un atto coraggioso e tutto sommato inevitabile “the times were achaning… ma non nel modo pronosticato da Dylan qualche anno prima(8)
Dopo lo scioglimento Ed Sanders scrisse “la famiglia” dedicato all’assassinio di Sharon Tate (edito in Italia da Feltrinelli) e riprovò un altro esperimento musicale con gli “Hemptones ma ormai il rock con la sua sterilità e i suoi tradimenti aveva perso i contatti con la realtà.
Passerà oltre un decennio prima che un’altra band raccolga l’eredità dei Fugs, saranno I “Dead Kennedy” di Jello Biafra, con uno stile musicale diverso, riusciranno a creare un rock duro in cui convivranno rabbia, oltraggio, teatralità e incitazione sovversiva.
I “Dead Kennedy” dovranno scontrarsi duramente con un’america ancora di più aggressiva e tradizionalista di quella trovata dai Fugs.
Come nota aggiuntiva va detto che nel dada –rock ’62-’69 è raccolta la stravaganza di geni creatori e diffusori di musiche libertarie e anticonformiste tra i personaggi che hanno dato forza a tale impronta cultural-musicale troviamo anche il Captain Beefheart (and His music band) compagno di scuola dell’altro grande Frank Zappa, Beefheart portò avanti un sound espressivo che concedeva spazio a enunciazioni surreali;”The Deviants” un gruppo dell’underground inglese il cui leader era Mick Farren a fine ’60 affermò “il rock è l’unica cultura rivoluzionaria rimasta” sulla stessa lunghezza di onda di Beefheart c’erano “the mothers of inventions” band di Frank Zappa, un signore con i baffi provocanti che compare nelle copertine dei dischi in atteggiamenti indecenti, provocanti, come i Fugs suonano con rumori ripugnanti, con parolacce,…insultano il pubblico e vomitano sugli Stati Uniti quanto di più offensivo e osceno si possa immaginare. Frank è un musicista che non perde occasione per esprimere ironia e sarcasmo, la sua volgarità “tenta di farsi valore positivo, affermazione, costruzione dell’identità negata da una famiglia patriarcale e liberal-repressiva”
(1 )Band rock – folk coinvolta nei progetti dei Fugs
2) Vedi : rivista musicale “Mucchio Selvaggio 27 1986
3) Vedi : Freak rivista ciclostilata n° 8 1972 pag. 10 Riccardo Bertoncelli
4) Vedi: “il Manifesto” Elisabetta Castellani 22 dicembre 1989, pag. 4
5) Vedi. “non date ai cesari” di Gianna Ciao Pointer tracce edizioni 1990 pag.15
6) Vedi. Freak “ “ “ “ “ “ “ op. cit pag. 12
7) Vedi: “mucchio selvaggio” settembre 1986 pag. 28
8) Vedi : “mucchio Selvaggio” op. cit. pag. 29
Maurizio Cerboneschi (Sandino) 1991

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