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Maremma ROSSA  Antimperialista.

Musica&Ribellione :L'amato e odiato Bob Dylan poeta menestrello dell’America che cambia

14 Aprile 2020 , Scritto da SIEMPREREVOLUCION Con tag #Boo Dylan, #Musica&Ribellione, #antifascismo, #socialismo

Il blog SIEMPREREVOLUCION pubblica 12 capitoli del testo :
Musica&ribellione “Da WOODY GUTHRIE a THE GANG” scritto da Maurizio Cerboneschi (Sandino)tra fine ’90 e inizio ‘93
Si tratta di un viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop... e dintorni, troveremo alcuni artisti che sono stati a fianco di coloro che per generazioni hanno lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.

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Nelson Mandela rivolgendosi a Miriam Makeba  :

“Hanno cercato di isolarci dal Mondo e tu l'hai impedito, dunque la musica può andare a braccetto con la politica

 

 

Capitolo 2°

 

L'amato e odiato Bob Dylan  poeta menestrello  dell’America che cambia

 

Il primo Dylan, poeta menestrello sincero fino alla nevrosi. “va in giro con i suoi capelli cotonati, i suoi stivaletti da cow-boy col tacco alto, i suoi maglioni intercambiabili: mentre gira, per usare parole sue,” guarda la gente, la polvere, i fossi, i campi, e gli steccati”; legge i giornali, in cerca di nuovi soprusi contro i privilegiati, i discriminati, i poveri diavoli che faranno da sottofondo alle nuove canzoni (1). Era dunque il legittimo erede del suo grande maestro Woody Guthrie e si incamminò sugli stessi sentieri, in breve tempo diventò la stella della protesta giovanile, del movimento studentesco “Beatniks”, fu l’espressione autentica delle giovani coscienze americane, le sue poesie terribili cantate con voce dura, nasale, a volte raschiante,sprigionavano quello  che migliaia di suoi coetanei sognavano, sotto i suoi attacchi violenti la società degli States  subì uno shock; i giornali del potere arrivarono a scrivere che Bob Dylan fosse un’esponente di una congiura antiamericana provocata da Mosca, né più nemmeno come il rock ‘n’roll, che anni prima (in piena “guerra fredda”) era stato giudicato un complotto “comunista”.

Con il passare del tempo, Dylan prese le distanze dai movimenti politicizzati statunitensi e internazionali, criticò fortemente l’emergente realtà dei figli dei fiori, assunse un atteggiamento gretto e intollerante, Robbie Robertson, componente del gruppo The Band”  disse di lui: “poteva farsi detestare dopo un minuto di dialogo; sempre ubriaco e isterico abbandonò e fu abbandonato da numerosi compagni di strada, tra i quali Joan Baez . Ad un certo momento “ scomparve, non si capì da dove fosse uscito cosi come non si era capito da dove era entrato. Qualche mese dopo arrivò la notizia che aveva sposato Sara Lownds, poi si era rotto l’osso del collo in un ’incidente con la motocicletta (29 luglio ’66..), che aveva comprato una casa a Manhattan, che si era ritirato su una collina di una specie di repubblica indipendente, poi si mostrava coi capelli corti e vestiti da miliardario; le piante nascono, crescono e aspettano di morire” (2).

Quando Bob ritornò sulla scena musicale, del ribelle del Greenwich Village non esisteva più traccia. Il ragazzotto “sputaverità” dei primi tempi, quello di “Don’t follow leaders”

(non seguire i leaders), quello di blowin’ in the wind”, quello dell’inno pacifista “Masters of War” (padroni della Guerra) che fine aveva fatto?

Si ripresentò al pubblico con “un’azzimata voce da Broadway  con singulti canzonettistici,

parlava di mattini argentati e amori eterni, chiudi –gli –occhi- e-baciami- bambina-……era nato mister Robert Zimmerman, di professione musicista, laureato honoris causa in qualche magniloquente università americana”(3).

Nel 1971 il cinema si interessò di lui e in merito fu scritto:”  il film che vedrete e sul vecchio Dylan ,un giovane integro-che cantava la verità e donava una parte del suo denaro alla S.N.C.C.  (student non violent coordinating committee). Il Dylan di adesso, al contrario, non è che un porco, un drogato, un cretino. Alan J.Webwrman, professore di Dylanologia approfittando della controcultura, non potè  fare a meno di concludere un’intervista con il suo idolo con questo giudizio: tu hai tutto questo denaro  la maggior parte della gente ha solo merda; sei un nemico, un maiale. Bobby sei un capitalista, ma invece di produrre armi, macchine etc…. produci cultura del consenso(4).

Anche se la generazione progressista della prima metà dei ’60, aveva eletto Dylan giudice supremo delle ingiustizie umane, altri personaggi della musica internazionale furono alla sua altezza. Non è possibile dimenticare Joan Baez, portabandiera del folk tradizionale, Peter Paul and Mary, oppure Phil  Ochs uno dei più incisivi cantautori impegnato contro la guerra del Vietnam al suon di ballate; con la fine del movimento alternativo, fu sempre più emarginato dai “Nuovi padroni”, si rifugiò nell’alcool e morì suicida.

Occorre ricordare anche gruppi rock di forte impronta e impegno politico come gli “MC5” di Detroit :”esponenti del rock più duro dal punto di vista dei suoni, ritmi, testi, una della formazioni più coinvolte nelle rivolte dell’epoca. Jhon Sinclair, leader delle pantere bianche, era il loro ispiratore politico e poetico, le loro esibizioni erano oltraggiose  e” sovversive”. Nel 1968 parteciparono alla” marcia” su Chicago durante la convenzione democratica. (5),  Gli MC5,con gli Stooges di Iggy Pop, furono il prodotto più vero, rude e aggressivo della Detroit in Michigan degli anni ‘60 di recente   Wayne Kramer uno dei membri storici degli MC5  (motor city five) ha dichiarato Eravamo convinti che davvero ci sarebbe stata una rivoluzione ……… cantavamo tutto quello che vedevamo di negativo nella vita intorno a  noi, nel modello sociale americano. Purtroppo in questo periodo, che va dal ’68 ad oggi non è che le cose siano migliorate,oggi continuo ad avere uno sfogo perché faccio ancora dischi,… Per me essere cittadino degli Stati Uniti rimane ancora una questione di lotta, la gente viene ingannata da un’immagine artificiale e falsa che si crea di questo paese e i problemi che c’erano allora vengono ancora allo scoperto in tutta la loro drammaticità proprio in questi giorni . La guerra in Vietnam ci avrebbe dovuto insegnare che non puoi sconfiggere la gente indigena sulla propria terra,le celebrazioni della scoperta del continente del 1992 dimostrano la stessa cosa: si vuole creare un avvenimento di dominazione culturale sui nativi americani, ma non è questo il modo di affrontare un problema che riguarda direttamente una questione politica e sociale di rispetto della popolazione. L’America è governata da persone  che non hanno nessun interesse verso il destino della gente e la situazione rischia di arrivare a livelli drammatici …………la musica per me rimane un mezzo di coinvolgimento incredibile: avvicina la gente,invece di allontanarla come fa la politica, crea un’energia che noi come MC5 e io come artista cercavamo e cerco sempre di spingere in aree costruttive. Nei momenti brutti come quello odierno, credo stia proprio nella forza dell’espressione artistica l’energia attorno alla quale coagulare la voglia di cambiamento”(6)

Mai dimenticare che c’erano anche iJEFFERSON AIRPLANE” sostenitori delle lotte studentesche dell’università di Berkeley, celebre la loro frase:Noi siamo le forze del caos e dell’anarchia- e lo slogan-abbattiamo i muri-; Furono i portavoce del vento del rinnovamento che soffiava nella west coast  della metà dei ’60. I loro inni alla fratellanza, le loro parole, erano estremamente importanti soprattutto per i giovani psichedelici californiani, che più di altri si impegnarono nella lotta per una società alternativa, gli unici che abbiano ottenuto buoni risultati realizzando centinaia di comuni libere e la prima etichetta musicale del movimento freak (LAGRUNT).
Sullo stesso versante dei”Jefferson” emersero altre bands esoteriche come
“GRATEFUL DEADdi Jerry Garcia, i QUICKSILVER MESSENGER SERVICE” o gruppi poetici

come i “DOORS di Jim Morrison il quale affermava:” siamo politici erotici, ecco cosa siamo, ci interessiamo di tutto ciò che riguarda la rivolta, il disordine, il caos e l’attività che sembra non avere significato “(7).

 

In tale periodo musicale si esibiva anche un chitarrista , un genio innovatore del rock, JOHN ALBERT HENDRIX (Jimmy). Sostenitore delle minoranze native conosciute come indiane, riusciva con la sua musica a trasmettere la volontà di cambiamento in maniera diretta. In alcune  performances riuscì a far diventare l’inno nazionale USA in un brano pacifista, simulando con la chitarra, sirene, colpi di pistola, addirittura l’esplosione delle bombe che venivano lanciate  in Vietnam.

Era un continuo proliferare di formazioni pop-rock-.folk-blues- psichedeliche- dadaiste …. Gruppi che andavano a sovvertire i vizi e le virtù della”buona coscienza “degli Stati Uniti.

La rivista”LIFE”, a riguardo del rock politicizzato scrisse: “Il  rock è sovversivo. Non tanto perché sembra giustificare il sesso, la droga e i dozzinali racconti di terrore, quanto perché porta il pubblico a farsi una opinione propria sui tabù sociali”(8)

Era un periodo di proliferazione creativa -culturale non solo musicale ma di tutte le espressioni artistiche, un fenomeno di costume che riuscì a penetrare in molti sistemi di capitalismo avanzato.””Erano anni davvero magici …..rappresentavano l’illusione di un mondo migliore: un mondo liberato dalla violenza, senza più competizione economica, barriere razziali, discriminazioni di sesso , confini nazionalistici : il suo esperanto doveva essere il rock, la sua meta un’esistenza che superasse il veleno del denaro.

Il suo mezzo espressivo la poesia, il suo emblema l’energia vitale (9) sembrò davvero che l’immaginazione andasse al potere e in tale contesto sociale “Nacquero le prime forme del movimento hippie, nel maggio del 1965 nel Colorado (a qualche chilometro da Trinidad)

Un gruppo di studenti di facoltà diverse (architettura, psicologia,arte) fondarono la prima comunità, Drop City con lo scopo di sviluppare la loro creatività mediante un ritorno alla natura.

Questi studenti rifiutavano l’idea della proprietà privata, dichiararono Drop City aperta a tutti, si distinguevano per il rifiuto di qualsiasi leader o di lavoro organizzato, ovvero alle regole sociali dominanti, essi diventarono un esempio per gli studenti e più in generale per quei giovani che erano esasperati dalla vita in famiglia (10) In breve tempo le comunità  hippie dilagarono, la sola New York alla fine del 1965 ne contava 23, diverse avevano il nome di tribù ed erano autogestite; una aveva tra i “capi” Allen Ginsberg, quel Ginsberg già  leader  del movimento  controculturale che ritroveremo amico e sostenitore del gruppo Dadaista “THE FUGS” che stiamo per andare a trovare.

 

(1)Fernanda Pivano: “best hippie yppie” Bompiani   1990  pag.  60

(2)“          “           “       “              “      “             pag.  78.

 (3)  Vedi:” Get Ready” periodico fatto a mano da M.Baraghini    n°1 -1972 pag. 12

(4) Vedi: rock’n’roll  Karl Marx di Massimo Bissoli “ ed Gammalibri “ 1981 pag. 125/126

(5) F. Liberi, in : “i giorni cantati” settembre 1986  n°0   pag.  17.

(6) vedi :Quotidiano “Il Tirreno”  31 gennaio 1992 pag. 23 Davide Sapienza intervista  Wayne Kramer degli MC5

(7) Vedi :“La Cultura underground vol. 2° di M. Maffi.  Ed.Laterza  1980 pag. 142

(8) Vedi “i giorni cantati”  pag.   18   op. cit.

(9 )Fernanda Pivano: pag. 5, op. cit.

(10) In : Rock ‘n’ roll  Karl Marx,  pag. 74

 

 

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