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Maremma ROSSA  Antimperialista.

Piombino 1989 : Quello storico botta e risposta tra due amici :Maurizio (Sandino) e Marino (Red) dei Gang”

6 Agosto 2019 , Scritto da SIEMPREREVOLUCION Con tag #socialismo, #Gang, #Antimperialismo, #antifascismo, #internazionalismo, #rock

Già nel 1989 Marino affermava : "[..]è proprio la cultura della difesa estrema del proprio recinto di casa, del proprio status quo che crea ignoranza , fascismo e diversità, quindi criminalizzazione e repressione.
A far le spese in questo contesto è sempre il più debole, il meno garantito, il più isolato, il più solo. Dobbiamo stringerci in un cordone che possa farci sentire più forti e in grado di farci valere [..]"

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Foto Sandino: Gang al Rivellino  di Piombino nel 1989 in concerto a sostegno dei Seringueros di Chico Mendes, i fondi raccolti furono consegnati direttamente alla vedova di Chico da compagni di Follonica (GR)

 

Maurizio con  Marino e Sandro dei i Gang si sono sentiti spesso per telefono, per via epistolare e incontrati molte volte, durante concerti nelle piazze, nelle feste dell’Unità , nei festival rock, in manifestazioni e iniziative militanti, nelle rispettive abitazioni a Filottrano e a Piombino

Nel periodo che va dal ’87 al ’92 i “Gang” molte volte si sono resi disponibili per iniziative umanitarie  in  territorio  Maremmano , situazioni organizzate  appunto da Maurizio, Aldino e altri/e del centro di “Solidarietà internazionalista di Follonica/Piombino “e “associazione amicizia Italia Nicaragua” mirate a sostenere una volta l’associazione Palestinese Al Ard, un’altra  la causa de Seringueros dell’ Amazzonia (il cui leader sindacale Chico Mendes era stato ucciso dai latifondisti perché si opponeva alla distruzione della foresta) ,un’altra ……..durante  i numerosi incontri, prima o dopo i concerti   c’era il tempo per scambi di opinioni su tematiche internazionaliste e politiche in generale, Marino culturalmente preparato era sempre disponibile a parlare e un giorno decidemmo di mettere nero su bianco  un botta e risposta su domande specifiche.

 

MAURIZIO : Cosa è significato per voi e le vostre idee  il crollo del muro di Berlino e i successivi fatti di sangue di Piazza Tien An Men in Cina?

 

THE GANG : E’ stata la conferma ad una critica costruttiva fatta dalla Primavera di Praga in poi…..E’ stata la conferma che rivoluzione oggi non significa presa del Palazzo d’inverno ma una prassi molecolare che tocca le piccole cose perchè cambiando radicalmente queste attraverso nuove lotte in nuovi e più piccoli campi di battaglia è possibile cambiare il mondo.

Essere comunisti oggi significa riconoscere dignità e pari importanza alle componenti sociali e culturali orizzontali al verticismo della”classe”; significa riconoscere importanza alla necessità di avere un rapporto dialettico con nuove istanze di cambiamento che non sono protette da verità tascabili, da bandiere ideologiche ammuffite, come per esempio l’enorme carica positiva della “Teologia della liberazione” che ci viene dal Sud America ma anche dal nostro Sud, dai contenuti nuovi delle nuove lotte soprattutto metropolitane che rivendicano spazi di aggregazione come quelle dei Centri Sociali autogestiti, dal movimento ecologico in generale, dalla ricchezza che richiede un confronto e una crescita comune con il sud del mondo, con i nuovi immigrati,…..

Tutte tematiche che trovano una sinistra istituzionale in ritardo e con la volontà politica di non farsene interprete. Rivoluzione è continuo movimento, continua autocritica perché solo così è possibile superare gli ostacoli del potere e dei suoi cani da guardia e erigere barricate per difendere i territori conquistati e non semplicemente battere la ritirata.

Le nostre influenze sono state comunque sempre del tipo eretico a quelle istituzionali, vedi: “Sandinismo”,”black panters”, “Verdi tedeschi”, “Che Guevara”, “Anarcosindacalismo”…

 

MAURIZIO  :Nei vostri testi si toccano  tematiche come la droga, l’ambiente, l’immigrazione, l’internazionalismo,….nelle vostre interviste parlate sempre di una società  multietnica,

la ritenete un passaggio obbligatorio per il cambiamento?

 

THE GANG : Vediamo la società multietnica una conseguenza inevitabile del nuovo capitalismo, caratteristica di un conflitto sempre più acuto tra Nord e Sud del mondo.

L’importante è sviluppare in questo una cultura della solidarietà, antidoto efficace alle…. Piccolo borghesi del razzismo e fascismo vecchi e nuovi (Vedi leghe), perché è proprio la cultura della difesa estrema del proprio recinto di casa, del proprio status quo che crea ignoranza , fascismo e diversità, quindi criminalizzazione e repressione.

A far le spese in questo contesto è sempre il più debole, il meno garantito, il più isolato, il più solo. Dobbiamo stringerci in un cordone che possa farci sentire più forti e in grado di farci valere.

L’importante è alzare il tiro perché  tutti hanno il diritto di andare dove vogliono, di fissare nuove radici in ogni parte del mondo, c’è il dovere di aiutare chi è in difficoltà (non solo economiche) e allora in questo incontro ravvicinato ci sarà ricchezza morale – culturale e capacità di vivere insieme   senza più lo spettro piccolo – borghese di voler asservire questa terra e la maggior parte degli uomini alle sue leggi economiche, morali, religiose culturali.

Il problema dell’immigrazione è quello che abbiamo ora in casa nostra ma non è l’unico, dall’altro lato occorre appoggiare anche ogni movimento di liberazione che combatte contro governi finanziati  dalle multinazionali occidentali  (Vedi Gardini in Amazzonia), ormai ogni problema, in qualsiasi parte del mondo deve essere anche il nostro, ci tocca e ci riguarda.

Amazzonia, Panama, Palestina, Bolivia, Cuba, Saharawi, dare battaglia ai narcotrafficanti, ect, ect. Dobbiamo essere presenti e prepararci ad esserlo, non dimentichiamo che c’è un sud in ogni nord e un nord in ogni sud, anche qua in casa nostra, in questa Italia definita settima potenza mondiale, c’è una estesa realtà  pre – moderna, vedi sud – Italia con e le varie mafie, tutto questo è strutturale a questo sviluppo economico, alla ristrutturazione industriale e sociale passata con la complicità di tutte le forze politiche istituzionali o almeno di quelle cosiddette  storiche.

Ultima cosa, no all’integrazione, si al villaggio globale. Quello che è stato il rock’n’roll anni ’50 così dovrebbe esserlo oggi, parlo del metodo, delle capacità di contaminarsi e contaminare, non di essere strumento di integrazione o interclassista (Come lo è stato secondo alcuni) e questo sta già accadendo con ottimi risultati e no nel centro ma nella periferia…

 

MAURIZIO :Il rock, la musica in generale hanno dato un contributo importante per la liberazione di Nelson Mandela e detenuti politici sudafricani; per voi gruppo storicamente conosciuto per un forte impegno nel sociale quanto è difficile legare la musica alla politica?

 

THE GANG : Il nostro modo di fare politica con delle canzoni è fare si che queste possano essere “utili” a noi e alla nostra gente. Questo è il compito di tutti gli “artisti” irregolari e della musica popolare.

Il concetto di utilità è molto ampio perché può riguardare da un lato la controinformazione su fatti della nostra storia visto che a comunicarli sono  i media asserviti al potere (storia orale), ma soprattutto in anni come questi la cosa più utile è una battaglia culturale che rafforzi  e/o che contribuisca a  far crescere una forte identità antagonista ai valori dominanti, cultura della nuova età, dei nuovi esclusi dal banchetto del capitale, cultura dei nuovi ribelli, dei nuovi “combattenti”.

Una cultura in grado di rafforzare le proprie radici o meglio che attraverso la sua oralità contribuisca a prendere coscienza di quello che si è oggi e si era prima riallacciando un filo rosso o un fiume con le altre esperienze o movimenti di lotta  attraverso il baratro dagli anni del silenzio, della repressione della nuova socialdemocrazia.

Etica delle radici ma anche cultura capace di dotarsi di ali per saper adattare strumenti della tradizione a una realtà nuova, a nuovi bisogni, a nuove lotte capaci di essere fiancheggiatrici di nuove radicalità nel conflitto, che, ha si dei contorni nuovi e diversi ma esiste tuttora e domani ancor di più.

Il nostro compito è quello di agitatori, di dare un microfono a una realtà che nell’ultimo decennio ha vissuto gran parte in silenzio perché soffocata, dispersa, in fuga, ma la volontà di tornare a mordere esiste, Quello che è difficile è riuscire ad essere organici il più possibile, in questa nostra situazione vogliamo essere  “utili” il più  possibile con delle…. che sono solo canzoni.

 

MAURIZIO : I “Gang” in “Reds”  hanno cambiato molto il loro percorso espressivo rispetto ai lavori precedenti. Quali saranno  i territori musicali e non solo musicali che intendete esplorare in futuro?

 

THE GANG : “Niente ho meglio ben poco nel metodo, nel progetto, nelle intenzioni, nello scopo, nel bersaglio da colpire. Non è cambiata la coscienza dei limiti, il desiderio di migliorare consci che come diceva Malcom X che “solo il cardine che cigola ha bisogno di grasso” . Limite nostro ma anche della realtà che ci circonda.

Lucidità, pragmatismo, strategia non Macchiavellistica ma dettata dall’esperienza, dalle tracce incontrate sulla pista polverosa , come diceva Mohamed Ali “volteggiare come una farfalla e pungere come un’ape”. Tutto questo resta lo stesso di sempre, la partenza, le radici, coscienza di chi si è, da dove si proviene, che tipo di sentiero ci spetta percorrere.

Quello che è cambiato è la forma che l’abbiamo ampliata approfittando di una maggiore conoscenza e di incontri importanti durante la strada. I dischi sono la testimonianza, la traccia di questo. Da “Tribes union” e l’unione degli stili, la fusione di stili delle tribù alla “Barricada” internazionale dove il rock o almeno i suoi principali elementi formali e sostanziali fanno i conti con le matrici, i luoghi culturali di provenienza, rivendicando un’identità ribelle nuova.

In “Reds” poi, c’è l’invito a volare verso nuovi campi di battaglia non quindi in un’oasi o verso isole felici (che non ci sono) ma ad un impegno dettato da nuove realtà in marcia. La prossima puntata è guardare al futuro che non è scritto (Come si diceva una volta), allora bisogna inventarselo nuovamente ,il cambiamento del presente e del futuro sta in un protagonismo nuovo, quello del sud del mondo,, perché è li il futuro è li che deve essere nostro.”

Foto  Marino e Sandro Severini  e Daniele Biacchessi con maurizio e Aldino a Monterotondo Marittimo (GR)

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