PALESTINA: il 16/03 a Roma partecipiamo alla manifestazione contro l'azienda italiana Pizzarotti... news
FERMIAMO L’ILLEGALITA’
FERMIAMO L’OCCUPAZIONE STRISCIANTE DEL TERRITORIO DEI PALESTINESI
PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO L’AZIENDA ITALIANA PIZZAROTTI
L’azienda italiana Pizzarotti è coinvolta nella costruzione del treno superveloce (conosciuto come progetto A1) che collegherà Gerusalemme a Tel Aviv passando illegalmente attraverso i territori palestinesi che sono da decenni sotto occupazione israeliana.
Il tracciato della ferrovia infatti attraversa i “confini ufficiali” dello Stato di Israele (la cosiddetta “linea verde”) invadendo la Cisgiordania occupata, e sfruttando i territori palestinesi occupati per la costruzione di un’infrastruttura il cui uso sarà riservato esclusivamente agli israeliani, secondo quel sistema di apartheid che Israele pratica ogni giorno sulla pelle dei palestinesi.
Dal momento che il diritto internazionale vieta all’occupante di utilizzare le risorse dell’occupato a beneficio dei propri cittadini, Israele viola il Diritto Internazionale, contravvenendo inoltre a una serie di norme internazionali sui Diritti Umani, tra cui la IV Convenzione di Ginevra.
Oltre alla ferrovia sarà costruita una rete di strade di accesso ai cantieri, e complessivamente l’impatto ambientale sarà devastante per la popolazione palestinese della zona, che, oltre a non poter utilizzare il treno, dovrà subire ulteriore esproprio di terra, con invasione, occupazione e distruzione delle colture; tre villaggi saranno isolati, Yalu, Beit Surik e Beit Iksa, gli ultimi due già gravemente danneggiati da una serie di confische territoriali effettuate in occasione della costruzione del muro dell’apartheid, e sottoposti a severe restrizioni nelle possibilità di movimento degli abitanti per presunti “motivi di sicurezza”.
UN ALTRO PEZZO DI TERRITORIO PALESTINESE SARÀ DI FATTO ANNESSO DA ISRAELE CON QUESTO SISTEMA SUBDOLO E ILLEGALE!
Il contratto firmato da Pizzarotti prevede l’intervento della ditta nel tratto C della ferrovia, il più lungo (circa 30 km. ) e il più complicato. Il tratto C comincia a Sha’ar Hagay, nell’enclave di Latrun (nei Territori Occupati), e comprende il lungo tunnel 3, che con i suoi 11.5 km è destinato a diventare il tunnel più lungo della regione. Questo tunnel attraversa la “linea verde” e sbuca nella Valle dei Cedri, in prossimità del villaggio di Beit Surik. La sua costruzione richiede una rete di strade di accesso per il passaggio delle speciali macchine da trivellazione e per la rimozione delle enormi quantità di terra e residui, che verranno smaltite attraverso lo sbocco nella Valle dei Cedri, ovviamente nei territori occupati palestinesi.
E’ per costruire questo tunnel che, dopo che l’austriaca Alpine Bau si era ritirata, la Mipien S.p.A., holding del Gruppo Pizzarotti, ha dato vita a una società mista con la ditta privata israeliana Shapir Civil and Marine Engineering, formando la nuova Shapir Pizzarotti Railways: questo sarebbe il “ruolo assolutamente secondario” di cui parla la Pizzarotti in una nota del novembre 2010!
LA COSTRUZIONE DI QUESTA LINEA FERROVIARIA E’ ILLEGALE!
Il coinvolgimento della Pizzarotti in questo progetto costituisce pertanto complicità nei crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele.
MANIFESTIAMO IL 16 MARZO – ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DI RACHEL CORRIE – in VIA PARIGI 11, SOTTO LA SEDE DELLA PIZZAROTTI A ROMA!
Inviare le adesioni a comitatopalestinanelcuore@gmail.com
Denunciano le violazioni israeliane contro il popolo palestinese
Mazatlan, Messico, 25 feb (Prensa Latina) Israele si è comportato negli ultimi 42 anni come uno Stato al di sopra della legge, ha denunciato oggi il rappresentante palestinese alla VI Conferenza Internazionale sullo Sviluppo Umano e la Pace Mondiale. Miguel A. Barragan, figlio di padre messicano e madre palestinese, ha dichiarato che Tel Aviv ha potuto esercitare il terrorismo di Stato ed evadere le risoluzioni dell'ONU grazie agli Stati Uniti, che hanno esercitato il diritto di veto 86 volte nel Consiglio di Sicurezza. “È ora di porre fine a questa pirateria perché la pazienza del mondo ha un limite e lo scandalo della doppia morale israeliana offende coloro che credono ancora nei valori della giustizia e del diritto”, ha detto Barragan a Prensa Latina.
Il diplomatico rappresenta il suo paese alla conferenza, organizzata dall'Università degli Studi Asia-Pacifico dello stato settentrionale messicano di Sinaloa.
Ha detto che ogni giorno il popolo palestinese crede meno nel processo di pace, caratterizzato da false promesse.
Ha ricordato che dopo la Guerra dei Sei Giorni (1967), decine di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale dell'ONU hanno condannato la creazione di nuovi insediamenti ebraici in territorio palestinese.
Ha spiegato che una delle scuse per giustificare la colonizzazione è legata alla crescita demografica, un argomento che ha definito non valido, poiché il tasso di natalità nel territorio palestinese è stato del 2,5%, mentre in Israele ha raggiunto il 5,8.
Ha indicato che ultimamente è venuta alla luce la questione degli insediamenti come condizione principale perché i palestinesi tornino al tavolo dei negoziati.
Secondo il diplomatico, gli sforzi fatti in questo senso dall'inviato Usa nella regione, George Mitchell, si sono rivelati un fallimento.
“Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, Israele non ha ottenuto nessun impegno da parte dell'Israele, neanche dell'Unione Europea, per fermare la costruzione di insediamenti illegali nei territori occupati”, ha detto.
Ha ritenuto che neanche la resistenza palestinese non ha potuto risolvere diversi problemi in mezzo alle loro legittime aspirazioni, dai tempi della lotta armata, fino ai negoziati, che allo stesso modo non hanno portato da nessuna parte. Ha affermato che Tel Aviv si è sempre comportato ipocritamente nel dialogo con la Palestina e che richiede sempre di più, perché se prima volevano essere riconosciuti come Stato Israeliano, ora vogliono essere riconosciuti come Stato Ebraico.
“Qualcosa che non accetteremo mai per la sua connotazione”, ha concluso.
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