Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
Maremma ROSSA  Antimperialista.

Le Riflessioni del compagno Fidel:"La sorte di Mubarak è segnata"

2 Febbraio 2011 , Scritto da SIEMPREREVOLUCION

 

riflessioni fidelLe Riflessioni del compagno Fidel

La sorte di Mubarak è segnata

 

(da CubaDebate)

 

La sorte di Mubarak è segnata, e già nemmeno l’appoggio degli Stati Uniti potrà salvare il su governo. In Egitto vive un popolo intelligente, con una gloriosa storia, che ha lasciato la sua impronta nella civiltà umana. "Dall’alto di queste piramidi 40 secoli vi guardano", si dice che esclamò Buonaparte in un momento d’esaltazione, quando la rivoluzione degli enciclopedisti lo portò a questo straordinario incrocio de civiltà.

 

Alla fine della seconda Guerra Mondiale, l’Egitto si trovava con la brillante direzione di Abdel Nasser che, con Jawaharlal Nehru, erede del Mahatma Gandhi; Kwame Nkrumah, Ahmed Sékou Touré, leaders africani che con Sukarno, presidente della recentemente liberata Indonesia, crearono il Movimento dei Paesi Non Allineati e fomentarono la lotta per l’independenza delle vecchie colonie. I popoli del sudest asiatico, del Medio Oriente e dell Africa, como Egitto, Algeria, Siria, Libano, Palestina, Sahara Occidentale, Congo, Angola, Mozambico ed altri, coinvolti nella lotta contro il colonialismo francese, inglese, belga e portoghese, con l’appoggio degli Stati Uniti, lottavano per l’indipendenza con l’ apoggio della URSS e della Cina.

 

A quel movimento in marcia, si sommò Cuba dopo il trionfo della nostra Rivoluzione.

 

Nel 1956, Gran Bretagna, Francia e Israele, attaccarono a sorpresa l’Egitto che aveva nazionalizzato il Canale di Suez. L’audace e solidale azione della URSS, che minacciò anche di usare i suoi misilistratgici paralizzò gli aggressori.

 

La morte di Abdel Nasser, il 28 de settembre del 1970, fu un colpo irreparabile per l’Egitto.

 

Gli Stati Uniti non smisero di cospirare contro il mondo arabo, che concentra le maggiori riserve petrolifere del pianeta.

 

Non è necessario argomentare molto, basta leggere i dispacci informativi su quello che inevitabilmente sta avvenendo.

 

Vediamo le notizie:

 

28 gennaio:

 

"(DPA) – Più di 100 000 egiziano sono scesi nelle strade per protestare contro il governo del presidente Hosni Mubarak, nonostante la proibizione di manifestare emessa dalle autorità."

 

"I manifestanti hanno incendiato gli uffici del Partito Democratico Nazionale (PDN) di Mubarak e i punti di vigilanza della polizia, mentre nel centro di El Cairo hanno lanciato pietre alla polizia, quando questa ha tentato di disperderli con i gas lacrimogeni e le pallottole di gomma."

 

"Il presidente statunitense, Barack Obama, si è riunito con una commissione di specialisti per controllare la situazione, mentre il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha avvertito che gli Stati Uniti rivaluteranno gli aiuti multimilionari che danno all’Egitto , secondo l’evoluzione degli avvenimenti.

 

"Le Nazioni Unite a loro volta hanno emesso un forte messaggio da Davos, dove s’incontrava venerdì scorso il segretario generale Ban Ki- moon."

 

"(Reuters).- Il Presidente Mubarak ordina io coprifuoco in Egitto e lo spiegamento delle truppe dell’esercito accompagnate da veicoli blindati a El Cairo e in altre città. Riportano violenti scontri tra i manifestanti e la polizia.

 

"Le forze egiziane, scortate da veicoli blindati si sono piazzate venerdì a El Cairo ed in altre grandi città del paese per far terminare le enormi proteste popolari, che esigono le dimissioni del presidente Hosni Mubarak.

 

"Fonti mediche hanno segnalato che sino al momento 410 persone sono state ferite nelle proteste, mentre la televisione statale ha annunciato il coprifuoco in tutte le città."

 

"I fatti rappresentano un dilemma per gli Stati Uniti, che hanno espresso il loro desiderio, che la democrazia si estenda in tutta la regione. Mubarak, indubbiamente, è stato un alleato vicino a Washington per vari anni e il destinatario di molti aiuti militari."

 

"(DPA).- Migliaia di cittadini della Giordania hanno manifestato oggi, dopo i fatti dello scorso venerdì in tutto il paese, chiedendo le dimissioni del primo ministro, Samir Rifai, e riforme politiche ed economiche."

 

Nel mezzo del disastro politico che stava colpendo il mondo arabo, leaders riuniti in Svizzera hanno meditato sulle cause che hanno provocato il fenomeno, che hanno definito anche come un suicido collettivo.

 

"(EFE).- Vari leaders politici chiedono nel Foro Economico di Davos un cambio nel modello di crescita."

 

"L’attuale modello di crescita economica, basato nel consumo e senza considerare le conseguenze ambientali, già non può mantenersi per altro tempo perchè in questo se ne va la sopravvivenza del pianeta, hanno avvertito vari leaderes politici a Davos."

 

"’Il modello attuale è un suicidio collettivo. Necessitiamo una rivoluzione nel pensiero e nell’azione’, ha avvertito Ban. ‘Le risorse naturali sono sempre più scarse’, ha aggiunto, in un dibattito su cone ridefinire una crescita sostenibile nella cornice del Foro Economico Mondiale.

 

"’Il cambio climatico ci mostra che il vecchio modello è più che Suparato’, ha insistito il responsabile della ONU.

 

"Il segretario generale ha aggiunto che oltre alle risorse di base per la sopravvivenza, come l’acqua e gli alimenti, sei sta esaurendo un’altra risorsa che è il tempo, per affrontare il cambio climatico?."

 

29 de enero:

 

"Washington (AP).- Il presidente Barack Obama ha tentato l’impossibile di fronte alla crisi egiziana: convincere la popolazione furiosa con un regime autoritario di tre decenni, e nello stesso tempo, assicurare un alleato chiave sostenuto dagli Stati Uniti.

 

"Il discorso di quattro minuti del presidente, la notte di venerdì, ha rappresentato un cauto tentativo di mantenere un equilibrio difficile: Obama poteva solo perdere se sceglieva tra i manifestanti che esigono le dimissioni del presidente Hosni Mubarak e il regime che si attacca con violenza alla sua posizione di potere.

 

"Obama […] non ha chiesto un cambio di regime. Non ha detto nemmeno che l’ annuncio di Mubarak era insufficiente."

 

"Obama ha detto le frasi più forti del giorno a Washington, ma non si è Separato dall sceneggiatura seguita dalla sua segretaria di Stato Hillary Clinton e portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs."

 

"(NTX).- Il quotidiano The Washington Post ha chiesto al governo di Obama di usare la sua influenza politica ed economica per far sì che il presidente Mubarak abbandoni il potere in Egitto."

 

"Gli Stati Uniti dovrebbero usare tutta la loro influenza, includendo i più di due milioni di dollari in aiuti che somministra ogni anno all’ esercito egiziano, per assicurarsi l’ultimo risultato (la cessione del potere da parte di Mubarak)?, indica il giornale nel suo editoriale."

 

"Obama nel suo messaggio pronunciato la notte di venerdì, ha detto che continuerà a lavorare con il presidente Mubarak ed ha lamentato che non menzionerà eventuali elezioni." che ha dichiarato a una radio che non chiamerebbe mai dittatore il presidente egiziano e che non

 

"Il giornale ha definito ‘non realistiche’ le posizioni di Obama e quelle del vicepresidente, Joe Biden, pensava che si dovrebbe dimettere."

 

"(AFP) Organizzazioni arabo-statunitensi hano esortato il governo del presidente Barack Obama a smettre di appoggiare la dittatura di Mubarak in Egitto."

 

"(ANSA) Gli USA si sono dichiarati oggi nuovamente ‘preoccupati’ per la violenza in Egitto ed hanno avvisato il governo di Mubarak che non potrà attuare come se non stesse succedendo niente. Fox News dice che a Obama restano due cattive opzioni rispetto l’Egitto.

 

"Hanno avvisato il governo di El Cairo che non può di nuovo ‘mescolare le carte’ e agire come se non fosse successo niente nel paese.

 

"La Casa Bianca e il Dipartimento di Estado stanno seguendo da vicino la situazione in Egitto, uno dei principali alleati di Washington nel mondo, che riceve circa 1.500 milioni di dollari annuali in aiuti civili e militari."

 

"I mezzi d’informazione statunitensi stanno dando un’amplissima copertura ai disturbi in Egitto, segnalano che la situazione può risultare, in qualsiasi forma si risolva, come un gran mal di testa per Washington." 

- La comunità internazionale moltiplicò i suoi appelli affinché il presidente egiziano Hosni Mubarak intraprenda riforme politiche e sospenda la repressione delle manifestazioni contro il suo governo che questo sabato proseguirono per il quinto giorno.”

Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e David Cameron hanno chiesto, da parte loro, al presidente di ‘iniziare un processo di cambiamento ' di fronte alle ‘rivendicazioni legittime ' del suo popolo ed a ‘evitare ad ogni costo l'uso della violenza contro i civili ', il sabato in una dichiarazione congiunta.”

Anche l'Iran ha fatto un appello alle autorità egiziane affinché rispondano alle rivendicazioni della strada.”

Il re Abdalá dell'Arabia Saudita considerò invece che le proteste rappresentano ‘attacchi contro la sicurezza e la stabilità ' dell'Egitto, portati a termine da ‘infiltrati ' a nome della ‘libertà di espressione '.

Il monarca telefonò a Mubarak per esprimerle la sua solidarietà, informò l'agenzia ufficiale saudita SPA.”

 

31 gennaio:

 

(EFE) Netanyahu teme che il caos in Egitto propizi accesso degli islamici al potere.

Il primo ministro israeliano, Benjamín Netanyahu, ha espressato oggi la sua paura che la situazione in Egitto propizi l'accesso degli islamici al potere, inquietudine che disse di condividere con i dirigenti coi quali ha parlato negli ultimi giorni.”

“…il primo ministro non ha voluto riferirsi ad informazioni divulgate dai mezzi locali che accusano l’Israele di aver autorizzato oggi per la prima volta l'Egitto allo spiegamento di truppe nella Penisola del Sinai in tre decadi, fatto che si considera una violazione dell'accordo di pace del 1979 tra le due nazioni.

Da parte sua e davanti alle critiche alle potenze occidentali come gli USA e la Germania, che hanno mantenuto stretti nessi con regimi totalitari arabi, la cancelliere tedesca affermò: ‘non abbiamo abbandonato l'Egitto '.”

Il processo di pace tra israeliani e palestinesi è stato paralizzato dal mese di settembre dell’anno scorso, principalmente per il rifiuto israeliana a frenare la costruzione degli insediamenti ebrei nel territorio occupato palestinese.”

Gerusalemme, (EFE). - l'Israele si inclina per il mantenimento nel potere del presidente egiziano, Hosni Mubarak, colui che il capo di Stato israeliano, Simon Peres, appoggiò oggi capendo che ‘un'oligarchia fanatica religiosa non è meglio della mancanza di democrazia '.”

Le dichiarazioni del capo dello Stato coincidono con la diffusione da parte dei mezzi locali di pressioni dell'Israele ai suoi soci occidentali affinché abbassino il tono delle loro critiche al regime di Mubarak, che il popolo egiziano e l'opposizione tentano di abbattere.

Fonti ufficiali non concordi citate dal periodico ‘Haaretz ' indicarono che il Ministero degli Affari Esteri israeliano inviò il sabato un comunicato alle sue ambasciate in USA, Canada, Cina, Russia e vari paesi europei per chiedere agli ambasciatori che facciano pressioni sulle autorità locali rispettive dell'importanza che ha per Israele la stabilità in Egitto.”

Gli analisti israeliani segnalano che la caduta di Mubarak potrebbe mettere in pericolo gli Accordi di Camp David che l'Egitto firmò con l'Israele nel 1978 e la posteriore sottoscrizione del Trattato di pace bilaterale nel 1979, soprattutto se avesse come conseguenza l’ascesa al potere degli islamici Fratelli Musulmani che godono di un ampio appoggio sociale.”

Israele vede Mubarak come il garante della pace alla sua frontiera meridionale, oltre ad un appoggio chiave per mantenere il blocco alla Frangia di Gaza ed isolare il movimento islamico palestinese Hamas.”

Una delle maggiori paure di Israele è che le rivolte egiziane che seguono la scia delle tunisine, raggiungano anche la Giordania, debilitando il regime del re Abdalà II, il cui paese, con l'Egitto, sono gli unici arabi che riconoscono Israele.”

La recente designazione del generale Omar Suleiman come vicepresidente egiziano e, pertanto, possibile successore presidenziale, è stato benvenuta in Israele che ha mantenuto col generale vicine relazioni di cooperazione in materia di Difesa.”

Ma la rotta che seguono le proteste egiziane non permette di dare per fatto che la continuità del regime sia garantita né neanche che l'Israele possa continuare ad avere nel futuro ad Il Cairo come il suo principale alleato regionale.”

Come si può osservare, il mondo affronta simultaneamente e per la prima volta tre problemi:

Crisi climatiche, crisi alimentari, e crisi politiche.

A queste, possono aggiungersi altri gravi pericoli.

I rischi di guerra sempre di più distruttivi sono molto forti.

I leader politici avranno una sufficiente serenità ed equanimità per far loro fronte?

Da questo dipenderà il destino della nostra specie.

 

Fidel Castro Ruz

 

1° febbraio 2011

 

7:15 p.m”.

 

trad. da GIOIA MINUTI    Granma int. (iniziale)

IDA GARBERI   Prensa Latina( Finale)

 

 

 

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post