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Maremma ROSSA  Antimperialista.

CUBA - congresso per PCC :Interventi, notizie,informazioni,

19 Aprile 2011 , Scritto da SIEMPREREVOLUCION

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Congresso PCC : Relazione centrale presentata dal compagno Raul Castro

 

16 aprile 2011

Compagne e compagni:

Iniziamo questo pomeriggio le sessioni del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba in una data epocale della nostra storia, il 50° anniversario della proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione da parte del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, il 16 aprile 1961 nella cerimonia di addio per i caduti nei bombardamenti delle basi aeree del giorno precedente, come preludio dell’invasione mercenaria della Baia dei Porci organizzata e finanziata dal governo degli Stati Uniti, che faceva parte dei suoi piani per distruggere la Rivoluzione e ristabilire, con il concerto della Organizzazione degli Stati Americani (OSA), il dominio su Cuba. Fidel ha detto allora al popolo armato e commosso: "Questo è ciò che non possono perdonarci [...] che abbiamo fatto una Rivoluzione socialista sotto il naso degli Stati Uniti [...] Compagni operai e contadini, questa è la Rivoluzione socialista e democratica degli umili, con gli umili e per gli umili. E per questa Rivoluzione degli umili, dagli umili e per gli umili, siamo disposti a dare la vita". Fine citazione.La risposta a questo appello non si fece attendere e nell’affrontare l'aggressione, alcune ore dopo, i combattenti dell'Esercito Ribelle, polizia e miliziani versarono, per la prima volta, il loro sangue in difesa del socialismo e raggiunsero la vittoria entro 72 ore, sotto la guida dello stesso compagno Fidel.La Rivista Militare che abbiamo presenziato nel mattino di oggi, dedicata alle giovani generazioni ed in particolare la vibrante marcia del popolo a sua continuazione, sono una prova eloquente delle forze di cui dispone la Rivoluzione per seguire l'esempio degli eroici combattenti di Playa Girón. Allo stesso modo faremo in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori, il prossimo primo di maggio, in tutto il paese, per sottolineare l'unità dei cubani in difesa della sua indipendenza e sovranità nazionale, concetti che la storia ha dimostrato che solo sono possibili conquistare con il socialismo.

Vero ed ampio esercizio democratico

Questo Congresso, come organo supremo dell’organizzazione del partito, come previsto all'articolo 20 del suo Statuto, che riunisce oggi un migliaio di delegati in rappresentanza di quasi 800mila aderenti raggruppati in più di 61mila nuclei, in pratica ha avuto inizio il 9 novembre dello scorso anno, quando fu presentato il Progetto di Lineamenti della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione, un tema che, come già indicato, costituisce il tema principale dell’evento, in cui sono riposti grandi aspettative del popolo.

Da allora si sono celebrati numerosi seminari che servirono allo scopo di chiarire e approfondire il contenuto dei Lineamenti e in tal modo preparare adeguatamente i quadri e funzionari, che a loro volta avrebbero guidato il processo di discussione con i militanti, le organizzazioni di masse e la popolazione in generale.Per tre mesi, dal primo dicembre 2010 al 28 febbraio di quest'anno, si é sviluppato il dibattito, a cui parteciparono 8913838 persone in più di 163mila riunioni effettuate all'interno delle diverse organizzazioni, registrando una cifra superiore a tre milioni di interventi. Vale la pena chiarire che nell’insieme dei partecipanti sono inclusi, senza aversi definito con precisione, decine di migliaia di militanti del Partito e della UJC, che hanno partecipato sia alle riunioni dei loro nuclei o comitati di base come quelle celebrate nei centri di lavoro o di studio e anche nelle comunità in cui risiedono.

È anche il caso di coloro che non militano e parteciparono nei loro collettivi di lavoro e più tardi nei rispettivi quartieri.La stessa Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha dedicato quasi due giornate complete, in occasione dell'ultima sessione ordinaria, lo scorso dicembre, ad analizzare tra i deputati il ​​progetto di Lineamenti.Questo processo ha manifestato la capacità del Partito di condurre un dialogo serio e trasparente con la popolazione su qualsiasi questione, per sensibile che fosse, soprattutto quando si tratta di andare a forgiare un consenso nazionale sulle caratteristiche che dovrebbero caratterizzare il Modello Economico e sociale del paese. Al tempo stesso tempo, i risultati del dibattito, dai dati raccolti, costituiscono un formidabile strumento di lavoro, per la direzione del Governo e il Partito a tutti i livelli, così come una sorta di referendum popolare sulla profondità, ripercussioni e ritmo dei cambi che dobbiamo introdurre.

In un vero ed ampio esercizio democratico, il popolo ha liberamente espresso le sue opinioni, espresse i dubbi, propose modifiche, espresse la proprie insoddisfazioni e discrepanze e anche suggerì affrontare la soluzione di altri problemi non contenuti nel documento.

Ancora una volta si é messa alla prova la fiducia e l’unità della maggior parte dei cubani riguardo al Partito e alla Rivoluzione, una unità che non nega le differenze di opinione, ma che si rafforza e consolida con esse. Tutte le proposte, senza eccezione alcuna, sono state inserite all'analisi, ciò che ha permesso arricchire il progetto che si sottopone all'esame dei delegati del Congresso.

Non sarebbe infondato dire che, in sostanza, il Congresso si è già celebrato in mezzo a questo magnifico dibattito con la popolazione. Ai delegati non rimarrebbe, in queste sessioni, realizzare la discussione finale del progetto e l’elezione degli organi superiori dirigenti del Partito.

La Commissione Politica Economica del VI Congresso del Partito, prima incaricata dell’elaborazione del progetto di Lineamenti, è stata responsabilizzata, dopo, dell'organizzazione del processo di discussione e ha lavorato sulle seguenti cinque direzioni principali:

1. La riformulazione dei Lineamenti, tenendo conto delle opinioni raccolte.

2. Organizzazione, orientamento e controllo della sua strumentazione.

3. La preparazione accurata dei quadri e altri soggetti partecipanti per l’attuazione di alcune delle misure già in atto in questo momento.

4. Sistematica supervisione degli organismi ed entità incaricati di porre in pratica le decisioni a seguito dei Lineamenti e la valutazione dei risultati.

5. Conduzione della divulgazione alla popolazione.

Ai sensi di quanto precede, si é riformulato il progetto di Lineamenti, che è stato sottoposto ad analisi, il 19 e 20 marzo, in sessioni separate del Burò Politico e del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri con la partecipazione della Segreteria del Comitato Centrale del Partito, i quadri della Confederazione dei Lavoratori di Cuba (CTC) e di altre organizzazioni di massa e dell'Unione dei Giovani Comunisti (UJC), essendo approvata in queste istanze, anche come progetto, che vi è stato distribuito per il suo esame durante tre giorni all'interno di ciascuna delle delegazioni provinciali al Congresso, con la partecipazione attiva degli invitati e che sarà discusso nelle cinque commissioni di questo evento del Partito per la sua approvazione.

A continuazione offrirò alcuni dati per illustrare al popolo i risultati della discussione dei Lineamenti, anche se in seguito si pubblicherà una informazione dettagliata.

Il documento originale conteneva 291 lineamenti, di cui 16 sono stati integrati in altri, 94 hanno mantenuto la loro formulazione, in 181 si è modificato il loro contenuto e se ne incorporarono 36 nuovi, per un totale di 311 nell’attuale progetto. Questi numeri, semplice aritmetica, constatano la qualità della consultazione, dove in misura maggiore o minore, qualcosa più dei due terzi dei lineamenti, esattamente il 68%, sono stati riformulati. Questo processo è stato retto dal principio di non far dipendere la validità di una proposta dal numero di opinioni espresse. Prova di ciò è che alcuni dei Lineamenti sono stati modificati o cancellati, in base a quanto espresso da una singola persona o un numero ridotto di esse.

Allo stesso tempo é necessario spiegare che alcuni pronunciamenti non trovano riscontro in questa fase, sia perché si richiede approfondire la tematica, in assenza delle condizioni richieste o in altri casi, per entrare in aperta contraddizione con l'essenza del socialismo, come per esempio, 45 proposte che patrocinavano il consentire la concentrazione della proprietà.

Voglio con ciò esporre che, anche come tendenza è esistito, in generale, comprensione e appoggio al contenuto dei Lineamenti, non abbiamo avuto l'unanimità, neppure lontanamente, e questo era esattamente quello che ci serviva, se davvero volevamo una consultazione democratica e seria del popolo. Quindi, possiamo qualificare, in totale sicurezza, i Lineamenti come come l’espressione della volontà del popolo contenuti nella politica del Partito, del Governo e dello Stato, di aggiornare il Modello Economico e Sociale, al fine di garantire la continuità e l'irreversibilità del socialismo così come lo sviluppo economico del paese e l’elevazione degli standard di vita, coniugati con la necessaria formazione dei valori etici e politici dei nostri cittadini. Come previsto, nella discussione dei Lineamenti, il maggior numero di proposte si è concentrata nel capitolo VI, "Politica Sociale" e capitolo II "Politiche macroeconomiche", sommando i due il 50,9% del totale. Seguono, in ordine decrescente, il capitolo XI "Politiche per Edilizia, Alloggi e Risorse Idriche," il X "Politica dei Trasporti" e il capitolo I "Modello di gestione Economica". In questi cinque capitoli, del totale di 12, sono raggruppati il 75% delle opinioni.

Inoltre, in 33 Lineamenti, l’11% del totale, si sono agglutinate il 67% delle proposte, essendo i Lineamenti: 162, che tratta dell'eliminazione della libreta di razionamento, il 61 e 62 sulla politica dei prezzi, il 262 concernente il trasporto di passeggeri, il 133 in materia di educazione, il 54 relativo all'unione monetaria e il 143 associato alla qualità dei servizi sanitari, quelli che hanno motivato una maggior quantità di proposizioni.

A Cuba, nel socialismo, non ci sarà mai spazio per le "terapie d'urto"

La libreta di razionamento e la sua eliminazione è stata, senza dubbio, la questione che ha provocato la maggior parte degli interventi dei partecipanti nei dibattiti ed è logico che fosse così; due generazioni di cubani hanno trascorso la loro vita sotto il sistema di razionamento che, nonostante il suo nocivo carattere egualitarista, ha offerto per decenni a tutti i cittadini l'accesso agli alimenti di base a prezzi irrisori, altamente sovvenzionati. Questo strumento di distribuzione, benché sia ​​stato introdotto negli anni '60 con una vocazione egualitaria in tempo di scarsezza, per proteggere il nostro popolo dalla speculazione e l’accaparramento con fine di lucro da parte di pochi, si è venuta convertendo, con il corso degli anni, in un onere insostenibile per l'economia e in un disincentivo al lavoro, oltre a generare diverse illegalità nella società. In quanto la libreta è progettata per coprire, allo stesso modo, i più di 11 milioni di cubani non mancano esempi assurdi come quello che il caffè viene fornito perfino ai neonati. Lo stesso accadeva con le sigarette, fino a settembre 2010, che si fornivano senza distinguere tra fumatori e non fumatori, propiziando la crescita di questa nociva abitudine nella popolazione.

In questa delicata questione la gamma di opinioni è molto ampia, da quelli che suggeriscono l’immediata cancellazione fino a coloro che si oppongono, con enfasi, alla sua eliminazione e propongono razionare tutto, compresi i beni industriali. Altri credono che per combattere l'accaparramento e garantire l'accesso di tutti ai prodotti alimentari di base, si dovrebbe, in una prima fase, mantenere la quota razionata, anche se i prezzi non saranno più sussidiati. Non pochi raccomandano privare della libreta coloro che non studiano o lavorano, o consigliare che le persone con un reddito più elevato volontariamente prescindano da questo sistema.

Certo la canasta familiare razionata, giustificata da circostanze storiche concrete, che si é mantenuta per così tanto tempo, contraddice nella sua essenza il principio della distribuzione che deve caratterizzare il socialismo, ossia, "Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo il suo lavoro" e questa situazione deve essere superata. A questo proposito, ritengo adatto ricordare quanto enunciato dal compagno Fidel nel Rapporto Centrale al Primo Congresso del Partito il 17 dicembre 1975, cito: "Nella conduzione della nostra economia abbiamo sicuramente sofferto di errori di idealismo e, talvolta, abbiamo ignorato la realtà che ci sono leggi economiche oggettive alle quali dobbiamo attenerci". Fine citazione.

Il problema che affrontiamo non è concettuale, radica nel come, quando e con quale gradualità lo faremo. La soppressione della libreta non costituisce un fine in sé, né può essere vista come una decisione isolata, ma come una delle principali misure che sarà imprescindibile applicare per sradicare le profonde distorsioni esistenti nel funzionamento dell'economia e della società nel suo complesso.Nessuno, nel suo sano giudizio nella direzione di questo paese, può improvvisamente decretato l'eliminazione di tale sistema senza prima creare le condizioni per esso, il che significa realizzare altre trasformazioni nel Modello Economico al fine di aumentare l'efficienza e la produttività del lavoro, in modo che si possa garantire con stabilità livelli di produzione ed offerta di beni e servizi di base a prezzi non sussidiati e a loro volta accessibile a tutti i cittadini.

Questo problema, logicamente, ha una stretta relazione con i prezzi e l'unificazione monetaria, i salari e il fenomeno della "piramide inversa" che, come è stato chiarito in Parlamento lo scorso 18 dicembre, si esprime nella non corrispondenza della retribuzione salariale con la gerarchia e l'importanza del lavoro svolto, problematiche che si sono riflesse, in alta proporzione, nelle proposte presentate.

A Cuba, nel socialismo, non ci sarà mai spazio per le "terapie d'urto" contro i più bisognosi e che sono, tradizionalmente, quelli che sostengono la Rivoluzione con maggior fermezza, in contrasto con i pacchetti di misure che vengono utilizzati con frequenza su mandato del Fondo Monetario Internazionale e altre organizzazioni economiche internazionali a scapito dei popoli del Terzo Mondo e anche, negli ultimi tempi, nelle nazioni più sviluppate, dove si reprime con violenza le manifestazioni popolari e studentesche.

La Rivoluzione non lascerà alcun sistema cubano indifeso e di assistenza sociale è in via di riorganizzazione per garantire la sostenibilità e razionale differenziata chi ne ha veramente bisogno. Anziché sovvenzionare i prodotti di massa, come facciamo ora, si sposterà progressivamente al sostegno di persone prive di sostegno.Tale principio conserva totale vigenza nella riorganizzazione della forza lavoro, già in atto, per ridurre gli organici gonfiati nel settore statale, sotto la stretta osservanza dell’idoneità dimostrata, processo che proseguirà, senza fretta ma senza pausa e il suo ritmo sarà determinato dalla nostra capacità di creare le condizioni necessarie per la sua totale realizzazione.

A questo dovrà contribuire, tra altri fattori, l'ampliamento e flessibilizzazione del lavoro nel settore non statale. Questa forma di impiego, che ha accolto poco più di 200000 cubani dall'ottobre dello scorso anno ad oggi, raddoppiando il numero dei lavoratori per conto proprio, costituisce una alternativa lavorativa difesa nella legislazione vigente e quindi deve contare sull’appoggio, sostegno e protezione delle autorità, a tutti i livelli, pur con quanto si esige, il rigore richiesto dalla legge, il rigoroso rispetto dei suoi obblighi, tasse incluse.

L'incremento del settore non statale dell'economia, lungi dal significare una presunta privatizzazione della proprietà sociale, come affermano alcuni teorici, è destinata a convertirsi in un fattore facilitante per la costruzione del socialismo a Cuba, giacché permetterà allo Stato di concentrarsi nell’elevazione dell’efficienza dei mezzi fondamentali di produzione, proprietà di tutto il popolo e liberarsi della amministrazione di attività non strategiche per il paese.

Questo, inoltre, favorirà che lo Stato continui ad assicurare a tutta la popolazione, in modo uguale e in maniera gratuita, i servizi di Sanità e Educazione, proteggerli adeguatamente mediante i sistemi di Sicurezza ed Assistenza Sociale, promuovere la cultura fisica e lo sport in tutte le sue manifestazioni e difendere l'identità e la conservazione del patrimonio culturale e la ricchezza artistica, scientifica e storica della nazione.

Lo Stato Socialista avrà quindi maggiori possibilità di rendere realtà il pensiero martiano che presiede la nostra Costituzione: "Io voglio che la prima Legge della nostra Repubblica sia il culto dei cubani alla dignità piena dell'uomo"

Corrisponde allo Stato difendere la sovranità e l'indipendenza nazionale, valori che inorgogliscono i cubani e continuare a garantire l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica che distinguono Cuba per essere uno dei paesi più sicuro e tranquillo del mondo, senza traffico di droga né crimine organizzato, senza bambini o adulti mendicanti, senza lavoro infantile, senza cariche di cavalleria contro i lavoratori, gli studenti o altri settori della popolazione, senza esecuzioni extragiudiziali, carceri clandestine né tortura, nonostante le campagne che, senza prova alcuna, costantemente si orchestrano contro di noi, ignorando con chiara intenzione che tutte queste realtà sono, in primo luogo, diritti umani fondamentali, a cui neppure si può aspirare per la maggior parte degli abitanti del pianeta.

Tuttavia, per poter garantire tutte queste conquiste del socialismo, senza retrocedere nella loro qualità e portata i programmi sociali devono caratterizzarsi di una maggior razionalità, in modo che con minori spese si possano ottenere risultati superiori e sostenibili nel futuro e che inoltre abbiano una adeguata correlazione con la situazione economica complessiva della nazione.Questa mentalità di inerzia deve essere definitivamente bandita per sciogliere i nodi che attagliano lo sviluppo delle forze produttive

Come indicato nei Lineamenti, queste idee non sono neppure in contrasto con l'importanza che attribuiamo alla separazione precisa del ruolo che devono giocare nell'economia gli organismi statali, da un lato, e le imprese dall’altra, questione che per decenni sono state afflitte da confusione e improvvisazioni e che siamo obbligati a risolvere a medio termine nel contesto del perfezionamento e rafforzamento delle istituzioni.

La piena comprensione di questi concetti ci permetterà avanzare con forza e senza battute d'arresto nel graduale decentramento delle facoltà, dal Governo Centrale verso le amministrazioni locali e dai ministeri e altri enti nazionali a favore della crescente autonomia dell'impresa statale socialista.

Il modello eccessivamente centralizzato che caratterizza oggi la nostra economia deve transitare, con ordine e disciplina e con la partecipazione dei lavoratori, verso un sistema decentralizzato, nel quale prevarrà la pianificazione, come tratto socialista della direzione, ma non ignorerà le tendenze presenti nel mercato, contribuendo alla flessibilità e permanente aggiornamento del piano.

L'esperienza pratica ci ha insegnato che l’ eccessiva centralizzazione cospira contro lo sviluppo dell’iniziativa nella società ed in tutta la catena produttiva, dove i quadri si sono abituati che tutto si decida "in alto" e quindi cessavano di sentirsi responsabilizzati per i risultati dell'organizzazione che dirigevano.I nostri impresari, salvo eccezioni, si accomodarono nella tranquillità e sicurezza dell’ "attesa" e svilupparono allergia per il rischio che implica l’azione di prendere decisioni, o ciò che è lo stesso: indovinare o sbagliarsi.

Questa mentalità di inerzia deve essere bandita definitivamente per sciogliere i nodi che attanagliano lo sviluppo delle forze produttive.

E’ un compito di importanza strategica, e non è casuale che ciò sia raccolto, in una maniera o nell'altra, nei 24 Lineamenti del capitolo I, "Modello di Gestione Economica"

In questa materia non possiamo ammettere improvvisazioni o leggerezze. Per decentralizzare e cambiare la mentalità, è requisito obbligatorio elaborare il quadro normativo che definisca chiaramente le facoltà e le funzioni di ogni tappa, dalla nazione alla base, sempre accompagnati dalle procedure di controllo contabile, finanziario e amministrativo.

Si sta già avanzando in questa direzione. Da quasi due anni si iniziarono gli studi per perfezionare il funzionamento così come la struttura e la composizione degli organi di Governo ai diversi livelli della direzione ottenendo come risultato la promulgazione del Regolamento del Consiglio dei Ministri, la riorganizzazione del sistema lavorativo con i quadri dello Stato e del Governo, l'introduzione di procedure di pianificazione per le attività principali, la creazione delle basi organizzative per disporre di un sistema informativo del Governo, efficace ed opportuno, con la sua infrastruttura di info-comunicazione e la creazione, in via sperimentale, con una nuova concezione funzionale e strutturale, delle province Mayabeque e Artemisa.

Per iniziare a decentralizzare facoltà, deve riscattarsi da parte dei quadri statali e aziendali, il notorio ruolo che gioca il contratto nell’economia, come indicato nel lineamento numero 10. Anche questo contribuirà a ripristinare la disciplina e l'ordine negli incassi e pagamenti, oggetto di valutazioni insoddisfacenti in buona parte della nostra economia.

Come sottoprodotto non meno importante, l'uso corretto del contratto come strumento regolatore delle interrelazioni tra i diversi attori economici, diventerà un effettivo antidoto contro la diffusa abitudine del "riunionismo" ossia l'eccesso di riunioni, controlli e altre attività collettive, spesso presiedute da un livello superiore e con l’assistenza improduttiva di numerosi partecipanti, per far realizzare ciò che le due parti di un contratto hanno firmato come doveri e diritti e che per mancanza di rispetto mai hanno reclamato la sua realizzazione di fronte alle autorità che lo stesso documento contrattuale ha stabilito.

A questo proposito sottolineo le 19 opinioni in 9 province, che hanno sostenuto la necessità di diminuire, a quanto imprescindibile, il numero di riunioni e la loro durata. Questo tema lo riprenderò più avanti, quando affronterò il funzionamento del Partito.

Siamo convinti che il compito che abbiamo davanti in questo e nelle altre questioni relative

all'aggiornamento del Modello Economico, è pieno di complessità ed interrelazioni che toccano, in misura maggiore o minore, tutti gli aspetti della società nel suo insieme e perciò sappiamo che non è un problema da risolvere in un giorno, neppure in un anno e che richiederà per lo meno un quinquennio per dispiegare la sua applicazione con l'armonia e l'integrità necessarie e quando questo si ottiene, è necessario non fermarci mai e lavorare nel suo perfezionamento in modo permanente per essere in grado di superare le nuove sfide che lo sviluppo ci va dettando.

Si potrebbe affermare, da una similitudine, che ogni tanto, nella misura in cui si modifica lo scenario, il paese deve confezionarsi un vestito su misura.

Non ci facciamo illusioni che le i Lineamenti e le misure per l'attuazione del Modello Economico da sole saranno la panacea per tutti i nostri mali. Si richiede, al pari, elevare a livelli superiori la sensibilità politica, il senso comune, l'intransigenza di fronte alle violazioni e la disciplina di tutti, in primo luogo dei quadri della direzione.

Quanto detto è stato evidenziato in modo indiscutibile nelle deficienze presentate nella strumentazione, negli ultimi mesi, di alcune misure specifiche, non complesse né di grandi dimensioni, a causa degli ostacoli burocratici e la mancanza di previsione manifestati dagli organi locali di governo.

 

 

http://www.cubainforma.it/2011/discorsi/raul/a.htm

 

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 Con la voce di tutti i cubani

Leticia Martínez Hernández

 

La conclusione che la Relazione Centrale del VI Congresso del Partito deve divenire una guida per la condotta dei militanti e dei dirigenti, perchè unisce la voce della maggioranza dei cubani, è stata l’opinione coincidente tra i partecipanti all’incontro di partito, quando nella mattina di domenica sono stati esposti i criteri sull’intervento del compagno Raúl.

Dopo gli interventi i delegati hanno espresso il loro consenso sula Relazione Centrale in ognuna delle Commissioni. Foto: Juvenal Balán

I delegati riuniti in cinque commissioni hanno realizzato cinquanta interventi nei quali spicca l’onestà del documento rettore, che riesce a sintetizzare il pensiero critico della Rivoluzione, mentre sostiene la linea di Fidel ‘di cambiare tutto quello che dev’essere cambiato.’

Inoltre è stato sottolineato che riconoscere i nostri errori è il primo passo per risolverli e che per queste soluzioni è indispensabile cambiare la mentalità dei quadri.

C’è stata coincidenza anche nel fatto che la Relazione Centrale risponde alle aspettative dei cubani sul VI Congresso, che il fatto di vederla pubblicata immediatamente nella stampa più importante, denota l’interesse della direzione del paese di far sì che si conosca anche il minimo dettaglio di questo trascendentale incontro che è nato dal dibattito di tutto un popolo.

Il delegato per Artemisa, Orlando Lugo Fonte, ha affermato che il documento è a tono con la realtà che oggi vive la Patria, mentre per José Molina, di Camagüey, la missione dei militanti ora è renderlo concreto, opinione affermata anche dal Comandante della Rivoluzione Guillermo García Frías, che ha assicurato che, oltre che approvarla, la cosa più importante è come, tra tutti, realizzeremo quello che si indica nella Relazione.

"Non solo pone fondamenta alla situazione del paese, ma lo fa in modo che giunge all’ultimo cubano e cubana” ha segnalato Ricardo Alarcón, che ha poi aggiunto che la relazione è il risultato della partecipazione di molta gente e che questo le da così una caratteristica democratica e partecipativa eccezionale.

L’impatto della Relazione tra la popolazione ha occupato la maggioranza degli interventi dei partecipanti. “Sono le parole che stavo aspettando dal nostro popolo”, ha riassunto Rosa María Leyva Mayo, de Gibara, in provincia de Holguín. E Marcia Cobas ha condiviso con i delegati l’opinione di varie persone con le quali ha parlato e che le hanno fatto sapere che ‘avevano letto la Relazione con il cuore’.

Inoltre è stato segnalato il paragrafo che si riferisce a che i compagni non militanti possono assumere responsabilità di direzione. I delegati hanno coinciso nel fatto che non dev’essere requisito indispensabile essere militante, se ci sono le condizioni per disimpegnarsi come quadro dirigente.

Luis Morlote ha sottolineato il richiamo a ‘pensare in maniera creativa e sradicare i formalismi, la retorica e le consegne’, ed ha considerato che la difficoltà maggiore sarà il lavoro con le nuove generazioni che non hanno vissuto i grandi momenti della Rivoluzione, ed ha chiesto d’avere fiducia nei giovani e nella guida collettiva, per far sì che ‘il Partito sia costantemente in ebollizione’.

Eusebio Leal ha ricordato che i popoli che hanno dimenticato le proprie idee, che sono le loro armi, hanno perso tutto ed ha riconosciuto alla Relazione Centrale, il profondo rispetto per la nostra storia.

Che grande privilegio hanno avuto Fidel e Raúl di poter partecipare alla creazione dell’ opera e alla sua rettifica! Loro ci lasciano il cammino tracciato e corrisponderà al Partito portare avanti questo enorme compito’.

 

 

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I dibattiti del Congresso

Fidel Castro

(da CubaDebate)

Ho ascoltata oggi domenica, alle 10 di mattina, i dibattiti dei delegati al VI Congresso del Partito. Erano tante le commissioni che, com’è logico, non ho potuto ascoltare tutti coloro che hanno parlato. Si sono riuniti in cinque commissioni per discutere numerosi temi.

Ovviamente anch’io ho approfittato dei momenti d’interruzione per respirare con calma e consumare qualche energizzante di provenienza agricola. Loro, sicuramente, con più appetito per il lavoro e la loro età.

Mi ha stupito la preparazione di questa nuova generazione, con un così elevato livello culturale, tanto differente da quella che alfabetizzava precisamente nel 1961, quando gli aerei yankee dei bombardamenti nelle mani dei mercenari attaccavano la Patria, e la maggior parte dei delegati al Congresso del Partito erano bambini o non erano ancora nati.

M’importava più di quello che dicevano, la forma in cui lo dicevano: erano tanto preparati ed è così ricco il loro vocabolario che quasi non li comprendevo; discutevano ogni parola ed anche la presenza o assenza di una virgola nel paragrafo in discussione.

Il loro compito è tuttavia più difficile di quello assunto dalla nostra generazione, quando si proclamò il socialismo in Cuba a 90 miglia dagli Stati Uniti.

Per questo persistere nei principi rivoluzionari è, a mio parere, il principale legato che possiamo lasciare a loro. Non esiste margine per l’errore in questo istante della storia umana e nessuno deve ignorare questa realtà.

La direzione del Partito dev’essere la somma dei migliori talenti politici del nostro popolo, capaci d’affrontare la politica dell’impero, che pone in pericolo la specie umana e genera gangster come quelli della NATO, capaci di sferrare in soli 29 giorni dall’ingloriosa ‘Alba dell’Odissea’, più di 4000 missioni di bombardamento su una nazione dell’Africa.

È dovere della nuova generazione di donne e uomini rivoluzionari, essere un modello di dirigente, modesti, studiosi e instancabili lavoratori per il socialismo.

Senza dubbio è una sfida difficile nell’epoca barbara delle società di consumo superare il sistema di produzione capitalista che comanda e promuove gli istinti più egoisti dell’essere umano.

La nuova generazione è chiamata a rettificare e cambiare senza esitare tutto quello che va rettificato e cambiato e continuare a dimostrare che il socialismo è anche l’arte di realizzare l’impossibile, costruire e portare avanti la Rivoluzione degli umili, per gli umili e con gli umili e difenderla per mezzo secolo dalla poderosa potenza che è mai esistita.

 

Fidel Castro Ruz – 17 Aprile 2011

 

Ore 20.33 (Traduzione Gioia Minuti

 

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congresso del PCC analizza questioni di interesse nazionale

 

L'Avana, 18 apr (Prensa Latina) Le commissioni di lavoro del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC) hanno analizzato diverse questioni di interesse nazionale ed hanno adottato proposte di accordi da sottoporre alla plenaria dell'evento.

Temi relativi al sistema fiscale, ai sistemi della sanità e dell'istruzione, al turismo, ed alla politica sociale sono risaltati nei dibattiti realizzati.

Mettere l'accento sullo sviluppo del turismo regionale è stato uno dei suggerimenti più importanti fatto dal Comandante della Rivoluzione, Ramiro Valdes, delegato al Congresso, basato su informazioni raccolte nei suoi percorsi per zone della nazione.

L'obiettivo è quello di ampliare le possibilità di offerte turistiche tramite il potenziale che ancora esiste in diverse aree del paese, ha detto”, proposta sostenuta da Manuel Marrero, ministro del Turismo e anche delegato all'evento.

Un'altra commissione ha abbordato la necessità di modernizzare la produzione di sale e sui suggerimenti della popolazione per coprire le necessità di aumentare il livello di riparazione degli elettrodomestici guasti.

La Commissione incaricata dalle discussioni sulle proposte di approccio sociale ha analizzato i problemi relativi alla sanità ed all'istruzione, sottolineando la necessità di individuarli nei luoghi di origine per intraprendere in modo più rapido le soluzioni.

La Commissione numero due ha spalleggiato la proposta che l'onere fiscale assegnato alle persone autorizzate per l'affitto di alloggi deve corrispondersi con le caratteristiche del territorio in cui si trovino per un'applicazione più giusta di quanto stipulato.

Tutte le decisioni adottate dalle commissioni le cui sedute  hanno inoltre sostenuto la relazione principale presentata dal Secondo Segretario del Comitato Centrale, Raul Castro, passerà ora all'esame della plenaria, che si riunirà domani.

Ig/crg/jrr  

 

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