Quando Vauro nel ’93 ci parlò di HANDALA, il bambino palestinese che volta le spalle a chi ha voltato le spalle al dolore palestinese
Coloro che seguono le vicissitudini del popolo palestinese da tempo immemore conoscono HANDALA, il bambino un po’ spelacchiato e scalzo che volta le spalle a chi ha voltato le spalle al dolore dei palestinesi, è sempre lui che ci accompagna quando ricordiamo Vittorio Arrigoni
Tra il ’93 e il ’94 ebbi la fortuna di seguire la realizzazione del Libro “NO AL SILENZIATORE” di Naji Al Ali curato da Tracce Edizioni di Piombino in collaborazione con l’associazione Palestinese AL-ARD, alla stesura del testo collaborarono Saad Kiwan e Vauro Senesi
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“DI SPALLE”
Di Vauro Senesi
E’ un bambino, piccolo un po’ spelacchiato, piedi nudi e toppe sui vestiti, difficile vederne il volto perché sta sempre di spalle. E’ così che Naji Al –Ali disegnava il suo personaggio principale. Handala c’è in quasi tutte le vignette di Naji, una presenza muta, ma ostinata. Come quella del popolo palestinese al quale si vuole negare identità, ma che come Handala c’è.
Handala senza volto riesce a gridare contro la negazione. Volta le spalle ha chi ha voltato le spalle al dolore dei palestinesi e guarda, guarda le vicissitudini della sua gente che Naji disegna con amore.
Se sul volto di Handala ci sono lacrime o sorrisi solo quella gente potrà scorgerli, perché è girato costantemente verso di loro. Voglio immaginare anche Naji di spalle, mentre disegna con quel tratto sottile e insinuante come la sabbia del deserto, curvo sul foglio sul quale tesse il racconto del suo popolo, mischiando all’inchiostro il dolore, l’ironia, la rabbia e la poesia. Tuttavia la sua intelligenza e la sua fantasia costrette dall’amore a concentrarsi su un dramma. Quanti fogli ha riempito ! E Handala, con la sua schiena, sempre lì, forse per tenerci un po’ distanti da quei disegni di cui fa parte e gli appartengono. E’ lui il primo a guardarli. Noi possiamo sbirciare da dietro le sue spalle imparando dignità. Noi occidentali. Noi gli israeliani, noi gli emiri, o i piccoli dittatorelli di regimi arabi, perché il popolo di Palestina è dall’altra parte del foglio e può vedere il volto di Handala in quello dei tanti bambini, suoi figli che colmano con le loro risa, i loro giochi e troppo spesso con le loro morti, le strade polverose dei campi profughi, i vicoli antichi di Gerusalemme e gli uliveti d’argento della Cisgiordania. .
Naji aveva la fortuna degli artisti, poteva usare il foglio come una porta magica, attraversarlo e raggiungere la sua terra anche dall’Esilio.
Naji aveva la generosità dei poeti e cercava di portarci con se, per aiutarci a capire.
Naji è morto, è stato ucciso,rimane solo Handala.
Chissa forse impareremo a guardarlo con gli occhi di un palestinese, un giorno si girerà verso di noi.
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SAAD KIWAN :
L’hanno assassinato. Con il silenziatore. Con quell’arma vile che ha fatto zittire per sempre decine e decine di uomini che cercavano la luce della libertà sfidando il buio calato sul mondo arabo.
Era l’arma (e lo è tuttora) di chi ha il potere, ma non il coraggio di ascoltare la voce della ragione. L’arma contro la quale Naji ha lottato con tutte le sue forze, con la sua matita e le sue vignette…….
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