Musica&Ribellione Il“Franti”: Rock e utopia
Il blog SIEMPREREVOLUCION pubblica 12 capitoli del testo :
Musica&ribellione “Da WOODY GUTHRIE a THE GANG” scritto da Maurizio Cerboneschi (Sandino)tra fine ’90 e inizio ’93.
Si tratta di un viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop... e dintorni, troveremo alcuni artisti che sono stati a fianco di coloro che per generazioni hanno lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.
“….Ma l’eversione sta nella chitarra in mano,nella gola
che urla e nella testa che pensa……”
Stefano Giaccone
“Franti” è il cattivo del libro cuore,
quello che spacca i vetri, fa impazzire
il maestro, colui che rifiuta l’ordine
precostituito.

capitolo 10°
Dopo aver girovagato nel dissenso musicale di varie situazioni, torna di obbligo ritornare in Italia dove ci imbattiamo nel “Franti”, un progetto musicale, controculturale, nato a Torino sul finire del ’76.
Una band con formazione variabile, che suona strumentale,con influenze blues, sound di scuola di Canterbury alla Robert Wyatt (Soft Machine), radici nere, jazz-rock-avanguardia stile “Area”.
La fiammata punk ha un notevole impatto sul nucleo piemontese, non solo sul versante musicale ma anche su quello ideologico, Stefano Giaccone, uno dei fondatori del progetto (ex operaio Fiat, ex bidello di scuola elementare,..) proviene dalla sinistra rivoluzionaria dei ’70, inizia a frequentare il pensiero anarchico.
Nel 1982 il gruppo, stanco di provare negli scantinati e con scarsa attività live (15 concerti in 6 anni di attività”, sembra destinato a dissolversi, ma i validi apprezzamenti di una cassetta “A/B” di 15 minuti (realizzata per lasciare una testimonianza della loro esistenza), fatta circolare nel circuito underground, rinvigorito dal frenetico pulsare del movimento hardcore/punk, inducono il Kollettivo “Franti” ad andare avanti nel suo percorso antagonista, tra l’altro nel progetto entra anche la stupenda voce della Lalli.
In ogni concerto Giaccone e C. distribuiscono e leggono volantini che attaccano i centri di potere e ricordano che la libertà si conquista con atti di disubbidienza, sono firmati
“Franti” hard core folk Kollettivo con tanto di A cerchiata e zippo, la band però non suona violento (come la maggior parte dei coetanei immersi in un’ hardcore “ristretto”), ma sperimenta varie forme musicali, senza nessuna concessione ad un “genere” alla moda che essendo merce è la morte di ogni vera espressività.
Le loro esibizioni a prezzo politico (accettano solo il rimborso spese), per lo più si svolgono in situazioni “Alternative”, lontane dall’industria e dalle mafie culturali: “i concerti che abbiamo scelto sono quelli che sembrano permettere un rapporto più diretto con la gente in quanto autogestiti e motivati politicamente. Né festival dell’umiltà ,né concorsi ippici in discoteca.”(1)
In un documento successivo redatto da Giaccone si legge : “Non siamo musicisti, ma persone che fanno una battaglia politica con uno strumento diverso dal comizio, o dalla bottiglia Molotov, ci interessa fare la rivoluzione e per farla ci vogliono idee, parole, sentimenti (il piombo solo non serve, strada già provata). In questo la musica assume un senso (perlomeno la nostra e di tanti altri). Non musica al servizio della rivoluzione, né musicisti al servizio dei rivoluzionari, ma organizzazione e diffusione della comunicazione sovversiva come atti di coscienza politica. Chi siamo, cosa abbiamo fatto :credo importi poco ( 2).
Nel 1983, la band piemontese esce con una cassetta autoprodotta “La luna nera”(500 copie).
L’anno successivo, Giaccone, Lalli, Picciuolo, D’Ambrosio, Ciari e dintorni, in compagnia degli ultrahardcore “Kina” (Aosta) di Sergio Milani, fondano l’etichetta “Blus Bus”, dove incidono anche “Joel orchestra”, “Impact”, Contrazione”….
Proprio insieme ai “Contrazione” viene alla luce il primo LP “Franti/Contrazione”; al termine del 1984, la stampa specializzata lo giudica il miglior album del rock indipendente italiano insieme a quel piccolo gioiello militante il MLP “Tribe’s Union” dei “Gang”.
Nell’album dei Franti c’è lo splendido brano “Voghera” (sax,batteria e voce):
“Due pietre cadono sulla porta d’acciaio invisibile
due ore nate per caso, morte ogni giorno
vetri che fanno il respiro affannoso
l’armadio rotondo tocca il cielo/soffitto
il giorno e la notte aperti dai muri
e la pelle coi loro rumori
l’amore e i fini capelli dei bimbi-rosso ferro nelle unghie
erompi la matita
testarda lei capisce il tempo
tu nei sei fuori e dentro
e la voce si stanca più in fretta
di quando non sai
di quando non sai
ieri qui fuori c’eri
anche tu
oggi qui dentro sei tutto e tu
due ore nate per caso
morte ogni giorno
adesso corri corri corri
il letto non parla
lascia fare lascia sognare
adesso corri
“Voghera” è nata nei momenti di lotta contro il carcere da una raccolta di lettere di detenute politiche, viene in seguito riadattata in due versioni; una per la compilation a sostegno della stampa anarchica (Rivista “A” e P.E.A.C.E.. piccole etichette autogestite contro l’emarginazione), l’altra per un’iniziativa di Amnisty International.
Nel 1985 viene riprodotta su disco ”la luna nera” e ancora nello stesso anno viene diffuso il nastro di poesie “schizzi di sangue”, con il sottofondo musicale curato da Giaccone e Vanni, che dedicano l’opera a Benjamin Moloise, impiccato dai nazi sudafricani.
In una riflessione sulla poesia scrivono :…..Quest’ ultima non è morta nei libri di scuola, è un qualcosa di vivo, genuino a disposizione di tutti (e non solo di qualche vecchio mestierante con un editore alle spalle). La poesia è la voglia di gridare ancora, è comunicazione di stimoli, di idee, emozioni in quanto arte. Arte perché nasce dal dramma, dalle contraddizioni, dalle tensioni, dal cemento, dai vetri rotti, dal niente da fare.
Quello che vogliamo esprimere è la necessità di essere noi stessi, senza ipocrisia e compromessi, la voglia di vivere adesso, senza schemi imposti dall’alto. Queste poesie sono una sincera parte di noi stessi, sono schizzi del nostro sangue. Sangue come linfa vitale, come simbolo della violenza che subiamo ogni giorno. Schizzi del nostro sangue sul loro muro di false verità
(3).
FLASH BURGER
Violenza surgelata in scatola
Sentimenti precotti
Pronti per essere consumati
Immagini colorate
Su schemi luminosi
Mi invadono il cervello
Come napalm
Suoni plastici
Parole vuote fritte nell’unto
Ideologia da fast food
Vita computerizzata
Eroi istantanei
Polizia effervescente
Odori dolciastri
Sorrisi putrefatti
Cos’ è che gira tutt’ intorno
Comincio a sentimi male
Volantini sanguigni
Feriscono le strade
Speed
Fuel
Game over
“Flash Burger “ è una poesia di Marco Barbera, il più giovane esponente del Collettivo Anarchico legato al “Franti”. Ha iniziato a scrivere poesie dopo aver letto quelle della cantautrice punk USA Patty Smith.
Considera i romanzi di Jack Keruac o le canzoni di Loud Reed e Sid Barret degne delle opere di Baudelaire, Rimbaud, Dylan Thomas,.. sente i suoi versi come sensazioni raccolte attraverso immagini e cerca di descriverle in un linguaggio semplice e colorato.
Nel 1986 esce “Il giardino delle quindici pietre” sicuramente uno dei migliori lavori vinilici italiani del decennio ’80 (il migliore del 1986), si tratta di una miscela reggae, punk, avanguardia, e tanto amore per il jazz; ci sono omaggi a Demetrio Stratos (Area) in “Micrò Micrò” e “Big Black Mothers”, a Linton Kwesi Johnson con la sua poesia “Same Way” musicata al ritmo di reggae e rititolata il battito del cuore e brani di denuncia come “Every Time” dedicata al popolo del blues da Attica a Soweto.
I militanti del “Franti” credono a forme polisemiche della comunicazione; la musica, la letteratura, le immagini, sono l’insieme di una espressività radicale da leggere, da ascoltare, da vedere. “Il giardino delle quindici pietre” infatti, viene diffuso dentro un libro di 20 pagine, formato 30x30 cm, scritto da Stefano ,Vanni e compagni; si tratta di appunti, lettere, testi poetici, è una sintetica radiografia della “Frontiera musicale” sulla società post –industriale.
I ragazzi torinesi lavorano su autoproduzioni (“IF”, “Punkanimazione”, “Avaria”,..) che vanno ad accrescere la rete sotterranea della marginalità italiana. Tentano occupazioni di strutture in disuso, subito sventate dall’apparato dell’ordine, alcuni di loro vengono denunciati. Organizzano incontri, cercano di far veicolare momenti di cultura radicale multimediale (fanzines, fogli, mail-art, bootleg, demotape e documenti schierati apertamente a fianco di una società multirazziale, antinucleare, antimilitarista,…..) Un lavoro enorme, teso a far riflettere le nuove generazioni sulla possibilità di cambiamento dei consunti schemi di potere.
Per contrapporsi e liberarsi da un’esistenza già tracciata, le tribù dovranno riuscire a costruire degli spazi culturali autogestiti, laboratori dove ognuno potrà esprimere le proprie idee e trasmettere “segnali di fumo” al tessuto sociale. Occorre costruire il dissenso contro la dis/informazione controllata dai baroni della menzogna (Agnelli, Gardini, De Benedetti,…. ).
In un volantino distribuito durante un concerto al CSA Leoncavallo (1986), i “Franti” scrivono :”L’autogestione non è il mercato dei poveri, non è il piccolo contro il grande business, la gente che ha organizzato questi concerti e noi che suoniamo, ha da comunicare che esiste la possibilità materiale di vivere in modo diverso o che perlomeno vale tentare di farlo. Nessuno deve dare per scontato che deve muoversi in canali istituzionali o pseudo – alternativi, la n.s. non è rabbia provocata dall’invidia verso l’industria dello spettacolo (che esiste come prodotto dell’imperialismo economico, culturale, alimentare e delle risorse in genere), ma rabbia contro chi nella realtà ci tappa la bocca.
Noi,con tanti altri ci sbattiamo per la riappropriazione di strumenti tecnici, espressivi, sociali per l’autogestione come discussione pratica di un’esistenza (La Vita) contro gli schemi che non vogliamo .
Nella primavera dell’ ’87 ”Il Franti” decide di sciogliersi. La popolarità derivata da “il giardino delle quindici pietre”, sembra snaturare il progetto libertario che per 10 anni hanno portato in giro per l’ Italia; restano fermi sulle loro convinzioni: “non ci concederemo mai. Non vedrete mai i nostri desideri scadere in merce di consumo” i componenti del gruppo prendono strade diverse e con angolazioni culturali diverse; Vanni Picciolo si immerge nella poesia, Marco Ciari continua suonare con l’altra sua garage-band “Party Kids”, Stefano Giaccone e Lalli annunciano una nuova stagione musicale, mettono in scena gli “Environs” (che oltre a dischi realizzano anche sottofondi musicali per opere teatrali e danza) e fondano una piccola etichetta discografica indipendente la “Inisheer”, dove incidono artistici metropolitani : “Umani”,”Gronge”, Raiz latina”,. . una piccola label che si affaccia nel panorama rock italiano con queste credenziali :”La “Inisheer” è una piccola etichetta indipendente che intende promuovere un’iniziativa musicale all’interno del movimento che si oppone alla cultura intesa come affarismo, carrierismo e consumismo, viaggia nella ricerca di radici, nel tentativo di crearne di nuove attraverso il lavoro collettivo, tecnico-artistico-politico-.
Vuole essere uno strumento di solidarietà materiale con altre iniziative di segno comune.(4)
La brigada “Environs” continua la sua sfida oltre il bordo dei codici della cultura di palazzo.
Gli anni ’80, i più terribili, i più devastanti del dopoguerra stanno per chiudere, il potere Socialista/democristiano che non è stato in grado di dare un nome ai colpevoli delle stragi di Piazza Fontana,Piazza della Loggia, treno Italicus, Stazione di Bologna, strage di Ustica, Rapido 904 nella galleria di Val di Sambro… che non è mai stato capace di dire la verità sulle tante persone scomode assassinate nei 70 - ‘80, Ora si sente forte (con i deboli) e capace di annientare tutte le sacche di resistenza del paese e per dare dimostrazione della “forza”
il 16 Agosto 1989 lo storico CSAO Leoncavallo di Milano, viene preso d’assalto da un migliaio di agenti fra polizia e carabinieri con il volto coperto, sostenuti da ruspe e due elicotteri in poche ore distruggono quello che centinaia di giovani sono riusciti a costruire in 14 anni è che è costato la vita anche ai compagni Fausto e Iaio ….. assassinati dai fascisti.
I cani da guardia dei padroni dopo aver annientato la coriacea resistenza del centro sociale,
fanno passare gli occupanti sotto una forca caudina, umiliandoli e picchiandoli selvaggiamente, per concludere con 26 arresti e 55 denunciati.
Il giorno successivo, Craxi, Andreotti, assessori, Prefetto, ….si rendono conto che quello che hanno cercato di annientare è di fatto indistruttibile (la rabbia non si cancella con i gas asfissianti, con colpi di manganello o torture varie).
Sui tetti del Leoncavallo si è materializzata la resistenza di una generazione, non più disposta ad essere sfruttata dal lavoro terziario, non più disposta ad essere distrutta dalla merce eroina, non più disposta a subire la repressione solo perché non omologata al sistema, una generazione che desidera spazi ad uso sociale per una diversa qualità della vita.
Il potere ha agito con la solita inaudita violenza sperando di fare piazza pulita dei comunisti,dei sovversivi, dei ribelli rompicoglioni,… ma lo zoccolo duro continua la sua resistenza perché è composto da gente che non ha paura delle macerie.
(1) dal volantino che accompagnava la cassetta “la luna nera”
(2 Stefano Giaccone: dalla fanzine “Anhelo”1985
(3) dall’opuscolo : “schizzi di sangue” blus Bus 1985
(4) Eddy Cilia: “Velvet” N. 8 maggio 1989
Ringrazio i compagni che mi hanno permesso di poter scrivere queste righe attraverso contatti, interviste e chiaccherate varie sul tema :"Musica antagonista", : Marino e Sandro Severini (The Gang), Stefano Giaccone (Franti), Billy Bragg incontrato a Reggio Emilia '90, lo staff di” Arezzo wave” '91 '92 ,un grazie anche a Bunna Africa unite per la lunga chiaccherata in un podere di Montioni quando nel 1991 venne a fare il concerto gratis per il FMLN Salvador) e poi a Sergio Messina (Radio gladio), Luca "Zulu" e Marco" kaja"(99 posse), Fumo e Lele Prox (Lionhorse Posse ), Nando Popu Sud Sound System Luca Morino Fabio Barovero (Mau Mau&Loschi Dezi), Enrico Capuano che tra il '92 inizio '93 per ben tre volte venne a suonare gratis per i Lavoratori Piombinesi in Lotta a difesa del posto di lavoro.
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