Il 4F ( 4 di febbraio) del 1992 si svegliò la coscienza del #Venezuela.
Il 4 febbraio di 1992 rappresenta la scintilla che fortificò il paese e indicò la rotta da seguire nella lotta per il riscatto della dignità nazionale.

27 anni fa, la ribellione Civico-militare mosse le fibre rivoluzionarie del Venezuela, un tentativo per risvegliare la lotta popolare, in una nazione, che in quella epoca, da poco aveva visto i venezuelani subire il massacro di Caracazo*, c’era una situazione di generale scontento del paese, la crisi politica ed economica si acutizzava mentre il progetto dei partiti Azione Democratica, AD, e Comitato di Organizzazione Politica Elettorale Indipendente, COPEI, si scioglievano. Malattie come il colera e la malaria erano il principale tema di salute che attaccava al paese così come la mancanza di servizi come l'acqua tra altre cose. Fu si che all'alba del giorno 4 di febbraio 1992 con un gran spiegamento guidato dal tenente colonnello Hugo Chavez Frias prese il via la "Operación Ezequiel Zamora", col proposito di riscattare la dignità del paese. Tale insurrezione Civico-militare Chavez "si sviluppò in maniera simultanea nelle principali città del centro-ovest del Venezuela.
In realtà la denominata la "Operazione Zamora" incominciò il pomeriggio del 3 di febbraio ed esplose nella notte, mentre il presidente Pérez, stava rientrando dalla città Svizzera di Davos dove aveva partecipato al Foro Economico Mondiale. L’insurrezione militare vide la partecipazione di raggruppamenti rivoluzionari clandestini esistenti in seno alle Forze armate, conosciute come Movimiento Bolivariano MBR -200.
L'organizzazione nacque nel 1983 grazie all’allora capitani dell'Esercito Hugo Chávez Frias, Felipe Acosta Carlés e Jesús Urdaneta Hernández, che svolgevano l’attività di istruttori nell’Accademia Militare, figuravano anche ufficiali di vari gradi di comando: comandanti, maggiori, capitani, tenenti e tenente-colonello, buona parte dei membri appartenevano alla promozione Simón Bolívar, ed erano usciti della Scuola Militare nel 1975.
La gestione politica ed economica del presidente Pérez; lo scontento dei settori medio bassi delle Forze armate per i fatti di corruzione verificatisi negli alti comandi militari; la subordinazione delle Forze armate ad una leadership politica che consideravano incapace e corrotta; l'utilizzo delle Forze armate, in particolare l'Esercito e la Guardia Nazionale, nella repressione dei tumulti del 27 /28 di febbraio del 1989; la questione relativa alla posizione sostenuta dal presidente Pérez nelle negoziazioni relative alla delimitazione dei confini con la Colombia; il deterioramento delle condizioni socioeconomiche dell'ufficialità media-basa delle truppe; furono gli argomenti che diedero adito alla ribellione civico militare, nell’agitato Venezuela di allora. L’ esito negativo dell’insurrezione vide Huho Chavez comunicare alla stampa la famosa frase“Por Ahora” gli obiettivi, per liberare al paese, non sono stati raggiunti…….Il commando rivoluzionario fu arrestato, gli ufficiali di maggiore rango furono reclusi nel Quartiere San Carlos di Caracas e dopo nella Prigione di Yare nelle Valli del Tuy. Settimane dopo questo tentativo, il Tribunale Militare II di Prima Istanza Permanente di Caracas annunciò che c'erano 133 ufficiali, tra i quali 24 furono accusati di dirigere la ribellione ed i rimanenti 967 soldati furono accusati essere aderenti e quindi soggetti a investigazione.
Col tempo, le cause di molti dei militari carcerati furono archiviate, altre furono depenalizzate, ed altre chiuse nel 1994 con il perdono da parte del presidente Caldera, a condizione del loro ritiro dalle Forze armate, così come accadde agli ufficiali che diressero l'operazione.

* Caracazo :Durante una protesta di piazza avvenuta il 27-28 febbraio 1989, ci fu un massacro tra la popolazione. Le forze di pubblica sicurezza della Polizia Metropolitana (PM), l'Esercito Nazionale del Venezuela e la Guardia Nacional (GN) uscirono in strada per tenere sotto controllo la situazione. Nonostante le cifre ufficiali parlino di 300 morti e poco più di un migliaio di feriti, qualche fonte non ufficiale riporta una stima di 3500 vittime.
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