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Maremma ROSSA  Antimperialista.

Basi militari #USA in #AmericaLatina e #Caraibi. Il Piano Sud America - Raúl Capote Fernández

13 Agosto 2018 , Scritto da SIEMPREREVOLUCION Con tag #Aggressioni USA, #America Latina,, #Antimperialismo, #Venezuela, #Colombia, #Cuba,, #NATO, #Bolivia, #FBI

Con l’ impero che vuole aumentare la presenza militare in Sud America per assicurare i propri interessi egemonici nell’emisfero, rafforzare un fronte contro il Venezuela e continuare ad appropriarsi delle immense risorse economiche dell’America Latina e Caraibi. La frase di Bolivar: “Gli USA sembrano destinati dalla provvidenza ad affliggere l’America con la miseria nel nome della libertà”.. . oggi ha più valore che mai.

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Gli USA hanno circa 800 basi militari in tutto il mondo, di cui oltre 76 in America Latina. Tra le più note, spiccano: 12 a Panama, 12 a Portorico, 9 in Colombia e 8 in Perù, con il maggior numero concentrato in America centrale e nei Caraibi. Il Comando Sud degli USA nel marzo 2018 rese pubblica una relazione sulla sua strategia per la nostra regione nei prossimi dieci anni, i principali “pericoli” e “minacce” e il modo di affrontarle. Quindi citava Cuba, Venezuela, Bolivia, “la lotta al narcotraffico”, reti illegali regionali e transnazionali, maggiore presenza di Cina, Russia ed Iran in America Latina e Caraibi, aiuto in caso di catastrofi, ricordiamo l”aiuto’ offerto ad Haiti durante il terremoto- così come il ruolo assegnato alle forze di sicurezza di ogni Paese in diverse categorie della sicurezza interna, regionale ed internazionale (1). L’attuale Comandante del Comando Sud, ammiraglio Kurt Tidd, nel febbraio 2018 espose al Congresso gli scenari previsti sul continente, obiettivi, mezzi e strategie in linea con la Strategia di Difesa Nazionale (2018) e la Strategia di Sicurezza Nazionale (2017-2018) (2). “In termini di vicinanza geografica, commercio, immigrazione e cultura, non c’è altra altra parte del mondo che influenzi di più la vita quotidiana degli USA che l’America Centrale, America del Sud e Caraibi” (3) si affermava. Le sfide per l’egemonia, sostiene l’ammiraglio USA, saranno affrontate attraverso una “Rete di Reti” gestita dal Comando Sud in collaborazione con le agenzie USA ed alleati. Tre Forze Operative Congiunte (FOC) agiranno in questo piano: FOC-Bravo (Base Aerea di Soto Cano, Honduras), FOC di Guantanamo, la Forza Operativa Interagenzia e Congiunta-Sud (Key West, Florida). La risposta in caso di contingenze include: Difesa del Canale di Panama e dell’area del Canale di Panama; Operazioni di controllo della migrazione; Assistenza umanitaria e Risposta alle catastrofi; Operazioni militari unilaterali, bilaterali o multilaterali condotte dalle forze in risposta a qualsiasi crisi (4). Secondo il rapporto dell’ammiraglio Kurt Tidd, Cuba continua a minacciare gli interessi USA nella regione, attraverso attività di sorveglianza e controspionaggio in diversi Paesi. L’esempio più chiaro è l’influenza in Venezuela (servizi di intelligence e forze armate).
La Colombia è l’attore chiave nella regione, intanto per la sua nuova relazione con la NATO. La Colombia ha investito, nel 2017, il 3,1% del suo PIL in spese militari pari a 9713 milioni di USD. L’investimento di tale Paese è il secondo più alto nella regione sudamericana, secondo il totale delle spese militari inferiori al solo Brasile. Il terzo Paese coi maggiori fondi stanziati per i militari è l’Argentina con 5680 milioni di dollari, pari allo 0,9% del suo PIL. In Messico, la spesa militare ha avuto un incremento considerevole negli ultimi 10 anni, giungendo al 47,5% (sei miliardi di dollari), poco più del 2,5% del PIL. Questo aumento avviene parallelamente a sostanziali tagli a scienza e tecnologia, salute ed istruzione. L’installazione di una base militare USA a Neuquén, in Argentina, ci apporta un dato interessante: la società YPF trovò nel 2011 a Neuquén un mega giacimento di petrolio e, nel 2018, gli USA annunciavano che costruirà una base di aiuti umanitari in quel luogo.
Gli USA dividono il mondo in nove comandi, per l’America Latina ed i Caraibi. Il Comando Sud, con la sua rete di basi militari, compresa la IV flotta, di per sé un insieme di basi altamente operative con grande capacità di trasgerimento, costituisce una grave minaccia. Queste basi non sono solo militari, sebbene tutte lo siano in essenza. Ci sono basi che funzionano come centri per la guerra mediatica e cibernetica, il Comando Sud collabora con NASA, Agenzia d’Intelligence Geospaziale e Forze Armate brasiliane e di altri paesi, in un progetto per la creazione di un satellite per la South Cyber-Container Initiative: analisi delle reti per rilevare attività dannose nella rete. Sviluppato in collaborazione col Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS), il Dipartimento della Difesa ed il Federal Bureau of Investigation (FBI)
Oltre alla recente visita dell’ammiraglio Kurt W. Tidd, in Colombia, si aggiunge la riunione multinazionale per la sicurezza marittima a Miami. In questo secondo incontro, il primo fu nel dicembre 2017, fu firmata una lettera di intenti tra USA, Colombia e Messico per “proteggere la sovranità delle acque territoriali e delle zone economiche esclusive di ogni nazione”. Questa “sicurezza marittima” coprirebbe il Golfo del Messico, parte dell’America centrale ed i Caraibi colombiani. Negli ultimi anni, anche il Perù si è convertito in pezzo chiave del dispiegamento militare USA nella regione, con l’installazione di basi nella selva peruviana e di Centri di Operazioni di Emergenza Regionali (coer). Mentre l’ammiraglio Kurt W. Tidd visitava la Colombia, il ministro della difesa, Oscar Aguad, e la ministra della sicurezza, Patricia Bullrich, del Governo argentino si riunivano negli USA con funzionari di Dipartimento di Stato, FBI, DEA e Comando Sud. L’Argentina autorizzava gli USA ad installare una base militare nella Triplice Frontiera, tra il suo territorio, Paraguay e Brasile, mentre Bullrich siglava un accordo per creare un Centro d’Intelligence Regionale in Usuhaia (Patagonia argentina). Ai primi di gennaio 2018 si seppe dell’arrivo di personale militare USA in territorio panamense, una forza militare che doveva rimanere fin dopo le elezioni di aprile in Venezuela. La scusa: “la difesa del Canale di Panama”. Il cerchio si chiude, la guerra che gli USA conducono contro il Venezuela ha bisogno di una forza regionale che intervenga non solo in campo economico e politico ma anche militare. La rinnovata ingerenza, diretta ed indiretta, su Forze Armate, Polizia Nazionale e sovranità nazionale dell’Ecuador, agevolata dal governo di Lenin Moreno, include addestramento, intelligence, interscambio di informazioni ed accesso alle scuole militari dove ufficiali dell’Ecuador potranno “formarsi”, presenza di militari USA sul suolo ecuadoriano col pretesto della lotta a traffico di droga e terrorismo costituisce un serio pericolo. Il vicecomandante del Comando Sud, Joseph P. DiSalvo, in visita in Ecuador, incontrava le massime autorità per “coordinarsi”. “Dobbiamo pensare a una nuova strategia che più che un Piano Colombia sia un piano Sud America in cui tutti possano combinare i loro sforzi, e così lottarvi contro”, dichiarava DiSalvo in un’intervista ai media ecuadoriani.
La rinascita della Dottrina Monroe, evocata da Tillerson, quando avvertì sulla minaccia che rappresenta ai “nostri valori democratici” la presenza commerciale di Cina e Russia nella regione, mostra il rifiorire della peggiore linea di’azione del pensiero imperiale. L’obiettivo dell’impero è aumentare la presenza militare nella regione per assicurarsi i propri interessi egemonici nell’emisfero, consolidare un fronte contro il Venezuela e perpetuare il dominio sulle immense risorse economiche dell’America Latina e dei Caraibi. La frase di Bolivar sembra acquisire oggi più valore che mai: “Gli USA sembrano destinati dalla provvidenza ad affliggere l’America con la miseria nel nome della libertà”.

 

Tratto da :

aurorasito

Compagni amici di Cuba e del Venezuela Bolivariano con Raul Capote a Holguin-Cuba

Compagni amici di Cuba e del Venezuela Bolivariano con Raul Capote a Holguin-Cuba

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